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Puglia, in un anno persi 12mila posti. La disoccupazione sale fino al 13,4%

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Stanno peggio soltanto Campania, Sicilia e Calabria. Il tasso di occupazione passa dal 45,2% al 44,7%.

 

In Puglia si sono bruciati 12mila posti di lavoro da giugno 2009 a giugno 2010. Mille al mese. Nonostante le risorse e le iniziative promosse dalla Regione il tasso di disoccupazione è passato dal 12,3 al 13,4%, in linea con la media del Mezzogiorno (per l’Italia, invece, il tasso è dell’8,3%).

Da essere la «locomotiva del Sud» — come spesso ha affermato Nichi Vendola — la Puglia passa agli ultimi vagoni. Soltanto Sicilia e Campania presentano indici di disoccupazione più elevati. Secondo gli ultimi dati rilevati dall’Istat in un anno, dal secondo trimestre del 2009 al giugno 2010, il numero degli occupati è passato da un milione e 246 mila a un milione e 234mila. Il tasso di occupazione, invece, è passato dal 45,2% al 44,7% (peggio solo Calabria, Campania e Sicilia). Anche il gruppo delle persone in cerca di occupazione, formato soprattutto da neolaureati e licenziati, è aumentato da 175mila a 191mila. «La Puglia — afferma Alessandro Laterza, presidente di Confindustria Bari e Bat — sta pagando la crisi economica che è balzata in un momento favorevole per l’economia regionale». Ma per il presidente dell’associazione degli industriali occorre puntare sull’innovazione per ritornare ai livelli positivi di due anni fa. «Ricette per fronteggiare la crisi — continua Laterza — non esistono. Bisogna continuare a fronteggiare il momento di difficoltà, con la consapevolezza che il quadro economico sta lentamente volgendo». In provincia di Bari, ad esempio, nel primo semestre del 2010 si è registrata una buona ripresa dell’export. «L’8 ottobre — conclude — presenteremo a Confindustria Bari gli start up dell’Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione, ndr). Le iniziative promosse per favorire la formazione e l’innovazione possono dare un contributo importante per far rialzare in piedi l’economia».

In Puglia nel 2010 si è registrato il boom della cassa integrazione straordinaria e in deroga. Le aziende sono in difficoltà e procedono al taglio degli organici aggrappandosi agli ammortizzatori sociali. Secondo i dati del primo semestre, rispetto allo stesso periodo del 2009, la cassa integrazione straordinaria (biennale e per ristrutturazione) è aumentata del 259%. Quella in deroga (concessa quando non ci sono più altre forme di sostegno) ha superato quota dieci milioni di ore, mentre quella ordinaria (per crisi temporali di 12 mesi) è diminuita del 26%. Quest’ultimo dato testimonia che le difficoltà dell’imprenditoria da congiunturali sono diventate strutturali. La crisi dei grandi gruppi pugliesi, come Natuzzi, Getrag e Ilva, si è così abbattuta sul mercato del lavoro. 


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