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Nasce Futuro e Libertà. Effervescenza in Puglia 12 i circoli formati in un mese

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Finiani pronti a dare battaglia sul territorio. Oggi la costituzione a Roma del comitato promotore di Futuro e Libertà.

 

Lo scorso 2 ottobre l’arrivo a Bari di Italo Bocchino. Il prossimo 22 quello di Gianfranco Fini, con tappa anche a Foggia. Al centro la costituzione del comitato promotore del nuovo soggetto politico, oggi a Roma. C’è fermento intorno alla nascita di Futuro e Libertà che si prepara a riunirsi nella sua prima convention nazionale, il 6 e 7 novembre a Perugia, e a celebrare il suo congresso fondativo il prossimo gennaio. Effervescenza in Puglia, tra le culle d’eccellenza della creatura di Gianfranco Fini. Capitanata compresa. 12 i circoli già formati in un solo mese, altri se ne annunciano prima dell’arrivo di Fini. Si pesca soprattutto nella base, tra ex militanti An. Più restii gli eletti. Gli unici gruppi consiliari targati Futuro e Libertà sono quello regionale, con Gianmarco Surico, (nessun cenno di congedo da Berlusconi invece da parte Leo Di Gioia e Giandiego Gatta) e al comune di Lucera, con il consigliere Francesco Di Battista. Passa a Fli anche il consigliere provinciale  Emilio Gaeta, che dovrebbe essere seguito dall’assessore provinciale Mimmo Farina. Mentre il presidente Pepe resta sotto il simbolo "Berlusconi presidente". E il disagio certo non mancherà il prossimo 22 ottobre. Gli ex aennini lo sanno e si stanno preparando all’evento. “Non lo seguo ma andrò a stringergli la mano” fa sapere il sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, al riparo da strappi col suo vicesindaco Roberto Ruocco, da tempo di stretta osservanza gasparriana. E l’accorrere al discorso di Fini darà sicuramente il quadro del tipo di battaglia (uomini e dunque armi) che Futuro e Libertà si prepara a dare al Pdl di Capitanata. Che su spinta dello stesso premier, dovrebbe iniziare a breve la sua corsa verso forme più strutturate. Esigenza rilevata a più riprese dalla stesso attuale coordinatore provinciale, Gabriele Mazzone. Perchè il disagio non manca. Quasi quotidianamente le esternazioni, ora blande ora violente, di questo o quel consigliere, di questa o quella sezione locale contro i livelli provinciali e regionali. Basta dare uno sguardo a ciò che accade a San Nicandro, Lucera, San Marco in Lamis. Ai problemi del centrodestra in amministrazioni insediatesi solo qualche mese fa. E a Palazzo Dogana. Dove ai mal di pancia interni al Pdl si aggiunge la grana Udc. E il tempo -dopo l’aut aut di Angelo Cera- sembra stia davvero  per scadere.


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