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DeLeonardis: ‘Cera predica bene e razzola male’

"Ancora una volta sono costretto a intervenire su una vicenda ormai diventata stucchevole, e che rischia di appannare l’immagine del nostro partito in Capitanata, oltre che sconcertare i nostri dirigenti, simpatizzanti ed elettori". Oggetto dell’intervento di Giannicola De Leonardis, consigliere regionale e presidente provinciale dell’Udc, è ancora e sempre la polemica con il coordinatore provinciale Angelo Cera, che "in pubblico e nelle apparizioni televisive riconosce piena legittimità e importanza al mio ruolo di presidente provinciale, salvo puntualmente smentirsi con una raffica di nomine, prese di posizioni e discutibilissime richieste formulate ancora e sempre in piena solitudine", spiega.
"E’ intollerabile e provocatorio questo continuo evocare la piena apertura e disponibilità al dialogo e al confronto, in un momento così delicato di riorganizzazione del partito anche sul nostro territorio, per poi apprendere quotidianamente e sistematicamente sugli organi di informazione di nuovi commissari nominati da Cera anche in realtà con organismi ben articolati e radicati nelle rispettive comunità, e addirittura di richieste di revoca di assessori in giunte che prevedono un ruolo attivo del nostro partito. Partito che", sottolinea De Leonardis "per inciso, alle ultime elezioni regionali ha riscosso un significativo successo, con una percentuale – il 12 per cento – che ha visto la provincia di Foggia emergere rispetto alle altre province pugliesi". "Queste decisioni" per il presidente provinciale dell’Udc "producono un doppio, devastante risultato: generare e amplificare la confusione, e ostacolare l’azione amministrativa degli enti locali coinvolti in una bufera della quale nessuno avvertiva l’esigenza, azzerando il peso specifico del partito nelle rispettive giunte.
Dov’è la collegialità prevista dalla doppia funzione del coordinatore e del presidente provinciale?
Alla luce di quanto esposto e ribadito, le nomine effettuate da Angelo Cera sono da considerarsi nulle, in assenza di qualsiasi tipo di discussione e coordinamento tra noi. E sono da ritenersi nulle anche le richieste di incontri solitari con i vertici amministrativi locali per discutere di nuovi assetti e nuove strategie politiche, anche queste ovviamente non concordati", la conclusione di De Leonardis.