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Clemente PD/ “Non ci sono margini per un’altra candidatura”

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La sfida del commercialista Mauro alla conquista di Vieste. “Con gli imprenditori che vogliono cambiare. Lista Civica “aperta” a professionalità esterne. E taglio netto con il passato.”

 

Sogna una Vieste «più solare’. Carica di ottimismo e con le strutture turistiche vive anche d’autunno oltre i “90 giorni canonici della stagione balneare». Ha in mente per la sua città una “immagine diversa”: la sua Vieste è dotata di organizzazione ed ha la capacità di centrare i risultati. Mauro Clemente, commercialista, responsabile del settore turismo della segreteria provinciale Pd e candidato sindaco del Partito Democratico alle prossime amministrative viestane, è pronto a dipanare le sue proposte per il suo Comune, dove il centrosinistra non amministra da decenni. “Sto lavorando all’allargamento del partito e della coalizione- spiega Clemente – uno dei criteri che caratterizza la mia candidatura è dato dalla modalità con cui saranno formulate le liste, che saranno civiche. La lista sarà aperta all’esterno per attrarre forze che solitamente non sono intercettate dalla politica”. Altri presupposti cardine della candidatura di Mauro Clemente sono l’unitarietà e la sensibilità nei confronti del mondo imprenditoriale. “La mia candidatura è stata chiesta dai partiti del centrosinistra dopo diversi incontri – prosegue il candidato- Il Partito democratico ha proposto il mio nome partendo da due presupposti: la richiesta in atto da parte degli altri partiti e l’unanimità all’interno del coordinamento del Pd”. Sebbene Sinistra Ecologia e Libertà abbia richiesto le Primarie, Clemente è convinto che “non ci siano margini per un’altra candidatura”, perché la consultazione dei cittadini e dei simpatizzanti attraverso le Primarie deve poggiare su un progetto politico. L’ampliamento della base è dei consensi attorno al partito di Pierluigi Bersani sarà attuato a Vieste con una serie di iniziative di rilievo volte a creare dinamismo e partecipazione sino a marzo 2011. La campagna elettorale di Clemente partirà il prossimo 25 ottobre all’Hotel Falcone, appuntamento questo, durante il quale si parlerà delle politiche del turismo con il responsabile nazionale del settore, l’onorevole Armando Cirillo, il segretario provinciale Paolo Campo e l’assessore regionale Silvia Godelli. La partecipazione di un esponente regionale nel centro garganico è prevista anche per la Festa democratica del prossima 31 ottobre. Insomma, Mauro Clemente, che nel 2006 con 324 voti fu il più suffragato del centrosinistra, ha il compito di aggregare altre forze ed altre energie nel pacchetto della sua proposta amministrativa. La sua analisi è lucida, razionale. ‘C’è una grande sensibilità verso i temi dello sviluppo In città: le carenze del centrodestra e l’autoreferenzialità di questi anni ci consentono di allargare perché dall’altra parte non c’è spazio. Avvicinerò il mondo imprenditoriale che a Vieste non ha alcuna prospettiva: è difficile trovare un attore economico contento”. Clemente ritiene di avere dalla sua la credibilità della sua storia dì professionista. accostatosi alla politica dei partiti con lo strumento del movimento. Il centrodestra è un mondo chiuso: siamo stati noi entrando col movimento nel Pd a rompere lo schema attuale che non consente alcun rinnovamento. Ho lavorato due o tre anni a questo risultato- ammette- siamo riusciti a portare avanti una idea forte: si può innovare. Nella politica viestana invece sono coinvolti personaggi che sono sulla scena pubblica da 30 anni e sanno soltanto mantenere e consolidare le posizioni acquisite’ Pertanto a suo avviso, chi ha a cuore la città non può schierarsi con il Pdl e l’asse Gatta-Nobile.
Clemente lancia un’unica parola d’ordine per Vieste: organizzazione. E precisa “Da qui a dieci anni, se sarò sindaco, vedo una città più organizzata. L’organizzazione a Vieste manca per realizzarla ci vuole l’impegno di chi intende assumere il ruolo di sindaco ed assessore. La squadra di governo, fatta di persone capaci, deve lavorare a progetti nuovi. Deve avere la volontà di dare un nuovo corso a Vieste”. Tali programmazioni potranno essere il frutto delle elaborazioni degli stakeholders che faranno parte della partita amministrativa del commercialista. “Gli imprenditori sono soggetti pratici, hanno un’ideologia economica e non politica. guardano al risultato. A Vieste non si è voluto organizzare le loro istanze, ma tutelare posizioni di singoli soggetti, che pretendono di avere il controllo della città”, commenta. Il candidato, a tal proposito, annuncia l’esplicazione di alcuni “punti di sviluppo”. Idee chiare sulle quali imbastire il consenso tra gli oltre 7000 elettori viestani. Anzitutto, dare a Vieste una immagine rigenerata ed applicare una politica che sappia portare a Baia di Campi il sistema turistico regionale in modo da avere sul posto una struttura per far crescere il turismo garganico. Poi dotare il Comune dello strumento del Pug, che eviti le lottizzazioni esasperate e gli immobilismi di chi a Vieste, osserva Clemente, continua a ripetere “qua si fa come diciamo noi”. “Oggi a Vieste – argomenta il candidato democratico- un villaggio turistico non si può ristrutturare. Per il porto non è stato posto in essere l’atto della variante urbanistica. Per non parlare delle varianti illegittime presentate per l’aeroporto. Il centro storico è stato totalmente abbandonato. Non c’è un cittadino che è soddisfatto dell’operato della Giunta Nobile”. Vieste ha perso centralità per quel che concerne lo sviluppo turistico, secondo Clemente. Anche il possibile ritorno di Mimì Spina Diana, ex sindaco ed ex parlamentare forzista, è strumentale. Come rileva: “Penso che Spina sia una persona che ha lasciato un buon ricordo solo perché ha avuto un successore che l’ha fatto rimpiangere. La sua fortuna è aver avuto come successore Ersilia Nobile, che non ha capito come amministrare l’Ente. I danni odierni, però, sono dati dalla progettazione di Spina. Tutte le opere avviate da lui non avevano sostanza. Oggi deve avere una politica diversa se vuoi incidere sullo sviluppo: il suo modello non darebbe risultati. Spina deve spiegare cosa vuol fare”.
Aprire il porto, potenziare il personale della macchina amministrativa ridotta da 100 unità ad 85 e dare senso alle opere incompiute sono i primi passi che un’amministrazione virtuosa dovrebbe intraprendere. Passi, che il candidato enuncerà nel dettaglio sul suo sito partecipativo www. mauroclemente. it disponibile in rete dalla prossima settimana. “La condizione dei Comune mi è chiara- chiosa con sicurezza- l’altra volta non avevo idea dei conti. Oggi ho capito bene qual’è la situazione. Non c’è la possibilità di fare un mutuo, non si sono presentati progetti perché non c’è nessuna capacità di spesa. Nessun progetto di sviluppo turistico è in Area Vasta. Non si utilizzano i progetti di finanza perché non si vuole dare alla città un’espansione che sfugga al controllo di pochi”.

Antonella Soccio
L’Attacco


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