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Cristian, il Grande Fratello (forse) dopo una vita di tormenti

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Il reality è sempre più vicino per il viestano Colangelo. Tra i 16 concorrenti della nuova edizione del Garande Fratello potrebbe esserci anche il 23enne viestano. Per votarlo è sufficiente inviare un sms al numero 4754750 con scritto 13658, dal telefono fisso 899030324 e digitare 13658.

«Big Brother is watching you” fino a Vieste. Una delle citazioni storiche del libro di George Orwell’1984’,che tradotto significa: «Il grande fratello vi sta guardando”, e che ha fatto da apripista al reality show più famoso e più discusso al mondo, dal 18 ottobre potrebbe monitorare da vicino la nostra provincia. Lunedì prossimo, su canale 5, confessionali, docce ai limiti dell’erotico,
amplessi in diretta e opinionisti del trash, riprenderanno i loro comodi posti a sedere per raccontare le storie dei 16 concorrenti. Tra queste potrebbe esserci, quella veramente significativa, di Cristian Colangelo, 23 anni viestano. Cristian è stato selezionato per entrare a fare parte della rosa dei 30 finalisti che fischiano di entrare nella casa più famosa d’Italia. Solo 16 dei 30, varcheranno la ‘porta rossa’dal primo giorno. Tra questi, molto probabilmente il giovane cameriere stagionale, viestano che è tra i più suffragati su internet (è possibile votarlo attraverso il sito del Grande Fratello). La storia di Cristian forse meriterebbe di essere raccontata su altri palcoscenici rispetto ai programmi di Marcuzziana conduzione, ma lui desidera partecipare a quest’avventura perché “voglio farmi giudicare per quello che sono e non per quello che mi è successo”. Cristian sì riferisce alla perdita del padre, assassinato 14 anni fa proprio davanti ai suoi occhi e a quelli della madre. “Purtroppo quando hai un ricordo del genere difficilmente riesci ad averne altri” ha rivelato Cristian a l’Attacco. Cristian è il figlio di Antonio Colangelo, che negli anni ottanta fu molto vicino
al boss Vincenzo Parisi, più conosciuto come “Diabolik’, proteggendolo anche durante la latitanza. Proprio l’affinità malavitosa fu il motivo per il quale il padre di Cristian, l’8 dicembre del 1996,
venne ucciso a colpi d’arma da fuoco davanti alla sua famiglia. Era affiliato ad un clan mafioso il padre di Cristian, ma lui «mi ha dato tanto, anche se l’ho conosciuto poco”. Dopo la morte del padre, Cristian e la sua famiglia rientrarono in un programma di protezione e per due anni rimasero lontani da Vieste. “In quei due anni sono balzato da una caserma all’altra—ha raccontato Cristian
al’Attacco—da quella della Finanza a quella dei carabinieri a quella della polizia e non sono andato a scuola per un anno. Giocavo con i poliziotti”. La  scuola lo studio, sono i crucci di Cristian, profondamente rammaricato di non aver potuto terminare gli studi:”Il mio desiderio
era quello di realizzarmi nello studio, ma dopo quello che successe a mio padre la situazione economica peggiorò. Passai un anno senza andare a scuola durante il periodo di protezione, in cui andavamo in giro con nomi falsi e con un’identità che non era la mia. L’anno dopo andai a scuola, ma persi l’anno perché dopo essere stato fermo ho sofferto molto”. Dopo i due anni di tutela da parte dello stato, prevista dalla legge per i parenti di vittime di mafia, Cristian ritorna a Vieste e si scontra con ”molti pregiudizi”.

 

Cristian è consapevole. Sa cosa e perché è successo al padre. Per anni ha vis suto tra rabbia e prevenzione nei suoi confronti, tanto che alle scuole medie «mi misero in una di quelle classi in cui inseriscono i ragazzi di strada che non hanno voglia di far niente — ci ha raccontato — io invece volevo studiare e questo l’ho pagato dopo, quando mi sono iscritto all’Istituto alberghiero, per il quale però non avevo neanche le basi minime per andare avanti”. Cristian lascia la scuola dopo pochi mesi, mentre frequenta la prima classe superiore. Il problema però non è legato solamente all’impreparazione, ma soprattutto alla condizione economica della mia famiglia. Non potevo permettermi di studiare, comprare libri e neanche di prendere l’autobus per andare a scuola. Allora decisi di fermarmi e iniziare a lavorare”. Anche qui Cristian ha i suoi problemi, sempre legati alla fama della famiglia, che nel frattempo aveva visto cadere nella stessa maniera del padre, altri due zii di Cristian. “Ho sempre avuto difficoltà a trovare lavoro qui a Vieste per la mia storia. Oggi sanno che probabilmente andrò al Grande Fratello e sono venuti loro ad offrirmene uno”. Cristian ha solo 23 anni, ma ha già un figlio di 16 mesi “che si chiama Antonio come mio padre”. La nascita di mio figlio ha fatto sì che tornassi a Vieste dopo 4 anni a Londra, il posto dove mi sono preso le mie rivincite. Lì nessuno conosceva la mia storia. Con me c’era uno dei miei migliori amici è sono riuscito a trovare subito lavoro nei locali e ad ambientarmi in città. Lì stavo benissimo, ho imparato l’inglese. Poi la mia compagna, Ilaria, è rimasta incinta. Lei voleva tornare a Vieste, ed io, che sono un tipo che si prende le sue responsabilità, sono tornato”. Nonostante la sua vita l’abbia fatto scontrare fin da piccolo con una vita durissima, Cristian è un ragazzo divertente ed ottimista. Con noi scherza al telefono, ed è già in perfetto clima Grande Fratello: “Sono proprio sfortunato—ha proseguito—è vero. Pensa che nel ‘famoso incendio 2007 ho persola casa, andata completamente a fuoco. Ho perso tutte le foto di mio padre — prosegue – e tutti i ricordi che avevo di lui. Ho fatto un mese , d’ospedale perché nel tentativo di spegnere il fuoco sul tetto, sono precipitato giù. Nonostante questo sono una persona estremamente positiva. Non è facile mettersi in gioco con una storia come la mia e non fa neanche piacere, però io sono un’altra persona e desidero trasmettere me stesso. Ho notato che i ragazzi della mia generazione non credono più nei sogni, ed io vorrei  cercare, nel mio piccolo, di lanciare dei messaggi in modo che non sì arrendano e si mettano sempre in gioco”.Adesso, a Vieste, da boicottato rischia di diventare idolo. Una dimostrazione di ipocrisia che però Cristian “perdono”. Perché il perdono libera l’animo”. In questa settimana Cristian saprà se dovrà fare quella valigia e tentare la fortuna, magari sbancando il Grande Fratello “la mia famiglia già si è divisa la vincita di 500mila euro” ironizza Crìstian, ma il pensiero va sempre al padre perché “mi ha dato tanto” e a “chi gli chiede se Antonio Colangelo era una brava persona o un poco di buono” (cit.dal film ‘Era mio padre’) come abbiamo fatto noi, dopo un pò di esitazione, lui da sempre la stessa risposta: “Era mio padre”.

Luca Preziusi

l’Attacco


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