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Sanità Puglia/ Verso la firma al piano di rientro

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La convocazione è per oggi quando -salvo imprevisti o frenate dell’ultim’ora- l’assessore Tommaso Fiore si recherà a Roma per incontrare il trio ministeriale Tremonti, Fazio e Fitto.  Una convocazione quella della Regione Puglia giunta quasi a sorpresa dopo il braccio di ferro Regione-Governo sulla firma al piano di rientro dal deficit sanitario, slittata lo scorso 28 luglio e oggi attesa con ancora più ansia dopo le manovre messe in atto a livello parlamentare e dal governo, vedi l’emendamento che prolunga di ulteriori due mesi, fino a metà dicembre, la sottoscrizione del provvedimento. L’auspicio è che questa convocazione velocizzi i tempi per il via libera al piano di recupero di 450milioni di euro in tre anni, all’interno del quale compare anche la drastica revisione ospedaliera che porterà alla soppressione di 18 ospedali (3 in Capitanata) e al taglio di 2200 posti letto. Dietro l’angolo c’è infatti lo spettro del commissariamento della sanità pugliese. Ed è chiara l’urgenza. Le Aziende sanitarie ed ospedaliere hanno autonomia finanziaria sino a novembre. C’è estremo bisogno, dunque, di sbloccare quei 500 milioni di euro che il ministro Tremonti continua a tenere in cassaforte per non avere la Puglia rispettato il Patto di stabilità. Per la maggioranza Vendola l’operazione "puzza di politica". E conferme o smentite sono affidate proprio al vertice di oggi. E mentre Fiore incontrerà i rappresentanti del governo, l’assise regionale tornerà a riunirsi. All’ordine del giorno, oltre alla stretta sulle rinnovabili, compare la nomina dei tre consiglieri regionali (due di maggioranza, uno di minoranza) della  conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria, prevista dalla legge regionale 25 del 2006. Punto che proprio per l’assenza di Fiore dovrebbe slittare. In ogni caso sono in corso in queste ore vertici dei gruppi consiliari per individuare i commissari dell’organismo, una sorta di anello di congiunzione tra territori ed ente regione, che ha il compito di verificare il rispetto delle priorità proponendo alla regione l’approvazione dei piano attuativi locali, valutando allocazione delle risorse e raggiungimento degli obiettivi.


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