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Revocare le nomine di Cera e De Leonardis, la richiesta dell´UdC di Capitanata ai vertici

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Casini dovrà scegliere tra l’intero partito di capitanata ed una sola persona. Sintetizzando, è questo il messaggio lanciato nel corso della conferenza stampa convocata nella sede dell’UDC, dai vice segretari provinciali. Un incontro che si è aperto con una richiesta di scuse agli elettori, per quello che sta accadendo all’interno di un partito che, invece di concentrare le proprie energie nella formazione del nuovo soggetto politico, Il Partito della Nazione, è costretto a cercare in ogni modo di arginare le divisioni interne. Lacerazioni che nascono all’indomani delle dimissioni di Franco Di Giuseppe da coordinatore provinciale. Per far fronte all’emergenza creata dalla decisione di Di Giuseppe, i vertici nazionali del partito nominarono al suo posto Renzo Lusetti. Uomo super partes che avrebbe guidato la segreteria di Capitanata sulla strada tracciata negli anni dal suo predecessore e che aveva portato ad una crescita della rappresentanza sul territorio dell’Unione di Centro dal 5 al 12%. Poi, senza preavviso, da Cesa arriva una comunicazione che spiazza tutti: Angelo Cera sarà il nuovo coordinatore provinciale, dovrà lavorare in sinergia con il nuovo presidente, Giannicola De Leonardis. Sono proprio queste nomine, fatte senza tenere conto del parere dei rappresentanti territoriali, a creare le prime crepe interne. Cera è tutt’altro che una persona super partes, dicono i vice segretari, è un uomo che tende a mettere se stesso e non il partito al centro della propria azione politica. La nomina di Cera è considerata una forzatura attuata da quest’ultimo, utilizzando come arma di ricatto, la minaccia di abbandonare l’Udc e aderire al PdL. In più, contravvenendo alle disposizioni contenute nel documento di nomina della stesso Cesa, ossia agendo senza coinvolgere e consultare De Leonardis, Cera avrebbe preso decisioni che i vice segretari considerano nulle, come quella di sostituire i responsabili delle sezioni sparse sul territorio. Azione inaccettabile, dicono da via Matteotti, come inaccettabili sono le nomine calate dall’alto. Quelle nomine devono essere revocate, dicono i 102 sottoscrittori della richiesta inoltrata a Roma, per questo la prossima settimana l’UdC di Capitanata incontrerà i vertici nazionali e regionali, perchè si cerchi una soluzione che riporti l’unione all’interno del partito. Resta da vedere cosa succederà nel caso in cui la richiesta di revoca non dovesse trovare accoglimento. La spaccatura diventerà insanabile, oppure si deciderà di fare buon viso a cattivo gioco mandando giù un boccone amaro.


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