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Sbarchi, badanti e raccolta nei campi: in Puglia 14% in più di stranieri nel 2010

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I cittadini non italiani restano appena il 2%, ma il trend è in continua crescita.

 

Boom di stranieri in Puglia. Gli stranieri regolari che vivono in regione sono aumentati in un anno del 14,2% — record in Italia— passando da 73.848 a 84.320. E quanto emerge dal «Dossier statistico 2010 – XX Rapporto Immigrazione» realizzato dalla Caritas – Migrantes, presentato ieri a Bari nella sede della presidenza della Regione. L’incidenza della quota di stranieri nella popolazione pugliese (che è di 4 milioni e 84mila abitanti) è al 2,1 per cento.

I dati nazionali
Il dato è inferiore alla media nazionale, che è del 7%. Dalla fotografia scattata nel rapporto la Puglia è 14esima per numero di stranieri, ancora lontana dalle realtà multiculturali di Lombardia (928mila pari al 23,2%) e Lazio (497mila pari all’11,8%). Ma il ritmo di crescita pugliese è il più alto d’Italia: il più 14,2%, infatti, segue al più 15,6% dello scorso anno. Secondo la stima del dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes, al 31 dicembre 2009 le presenze regolari (che considerano anche i dati relativi a tutti i permessi di soggiorno e alle pratiche di iscrizione alle anagrafi ancora non completate) erano 114mila e 500. Inoltre, secondo il ministero dell’Interno, i titolari di permesso di soggiorno (che possono essere solo extracomunitari) erano 51.788, di cui il 47,6% per motivi familiari e il 39,6%per motivi di lavoro (ma va ricordato che questi dati non comprendono i permessi in corso di rinnovo e i primi rilasci non ancora perfezionati).

Le badanti
I dati confermano che il Meridione rimane ancora fortemente legati agli stranieri per affrontare le questioni relative alla gestione domestica e all’assistenza familiare, che vedono come protagonista soprattutto la donna straniera. Infatti, se a livello nazionale la regolarizzazione di colf e badanti del settembre 2009 non ha conseguito risultati eclatanti, non si può affermare la stessa cosa osservando i dati pugliesi e confrontandoli con quelli di altre regioni: le domande di regolarizzazione costituiscono il 7,3% delle presenze regolari e il 32,8% del loro aumento.

Gli sbarchi
C’è un altro fenomeno che sta tornando a caratterizzare l’immigrazione in Puglia: si arriva nuovamente dal mare, gli sbarchi sono in aumento (nonostante la logica e le misure di respingimento) e avvengono utilizzando perfino le stive delle barche a vela. «Dal 1° gennaio al 12 agosto 2010 — si legge nel rapporto — sono sbarcati in Puglia 822 stranieri, nel 2009 furono 315, nel 2008 il numero si fermò a 70. Sono prevalentemente afghani, iraniani, siriani, turchi e iracheni. I dati sono stati resi noti dal sottosegretario al ministero dell’Interno Alfredo Mantovano, durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutasi nella Prefettura di Lecce il 12 agosto 2010».

In agricoltura
In Puglia la maggior parte degli stranieri è impiegata nella campagne. La lettura dei dati (fonte Inail) rivela che gli occupati netti stranieri in agricoltura sono 24mila su un totale di 77mila, una percentuale pari al 31,6%. Tra le provenienze prevale quella romena: su 20 occupati romeni, 10mila sono impiegati in agricoltura. A livello regionale segue, a molta distanza, la provenienza albanese, con 9mila occupati, di cui 3mila in agricoltura (30%). Prevalgono dunque le nazionalità dell’Est Europa, mentre risultano in netta minoranza le provenienze da altre zone e altri continenti. Le percentuali di immigrati impiegati in agricoltura risultano molto alte nella provincia di Foggia: il 76,9% dei lavoratori bulgari; il 59,8% di quelli polacchi, il 66,3% di quelli romeni. Ma va sottolineato che i dati Inail rilevano solo i lavoratori stranieri regolari; se si confrontassero i numeri ufficiali con lo scenario reale, probabilmente, qualche dato sarebbe diverso


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