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Frane e alluvioni in tutta la Puglia 181 Comuni a rischio

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L’amara sorpresa che neanche i «gendarmi» dell’ambiente violato, i volontari di Legambiente, si sarebbero aspettati. La situazione del territorio pugliese a rischio frane e alluvioni è molto più preoccupante di quanto atteso. Se nel 2003, dal rapporto del ministero dell’Ambiente e dell’Unione province italiane (Upi) erano 48 le città sotto la minaccia di un territorio fragile, oggi, secondo quanto rilevato dall’Autorità di bacino della Puglia (Adb) sono 205. E tra queste, 181 hanno al proprio interno aree classificate R4, ovvero a rischio molto elevato.

L’aggiornamento di una minaccia incombente è stato reso ufficiale nel corso della conferenza stampa di presentazione di «Operazione fiumi 2010», la campagna di Legambiente a difesa dei corsi d’acqua d’Italia, dallo stesso segretario generale dell’Adb di Puglia, il professor Antonio DI Santo. L’iniziativa dell’associazione ambientalista punta come al solito ad elevare il livello di conoscenze e di sensibilità della popolazione alle questioni della salvaguardia del territorio. Frane e alluvioni sono infatti la conseguenza di cattive manutenzioni di fronti per loro natura franosi e di corsi d’acqua spesso impermeabilizzati o sbarrati da costruzioni realizzate dove non si sarebbe mai dovuto.

«In una regione così vulnerabile – ha spiegato Paola Tartabini, portavoce della campagna di Legambiente – è necessario da un lato rimettere le mani al pesante fardello urbanistico del passato, dall’altro realizzare un’attenta opera di manutenzione del territorio». In un quadro desolante, la spinta propositiva arriva dal vicesindaco del comune di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi, la quale annuncia il programma in due giornate (oggi e domani) di «Operazione fiumi».
Stamattina, dalle 9,30, in piazza Bartolomeo III di Capua, ci sarà una mostra didattica sul rischio idrogeologico allestita a cura delle scuole di Roseto Valfortore, Alberona e Biccari. Alle 16, poi, ci sarà la visita all’Osservatorio di ecologia appenninica.
Domani, dalle 10 alle 12, grande mobilitazione per la la pulizia di un tratto delle sponde del fiume Fortore seguita alle 14 da una visita ai caratteristici mulini ad acqua delal zona.

«Purtroppo – ha spiegato la vicesindaca – anche nel nostro territorio, allettati da contributi dell’Unione europea per l’intensificazione delle colture cerealicole, gli agricoltori hanno scelto di espiantare molti alberi. Una scelta sbagliata, che ha impoverito le naturali difese dei terreni contro il rischio di frana. Un’altra di quelle scelte che avrebbero dovuto portarci il cosiddetto progresso. In realtà, non siamo mai stati così indietro come oggi». A proposito di scelte sbagliate e di disinteresse ai problemi della tutela del territorio (salvo poi quando ci sono tragedie con morti), l’assessore regionale alle Opere pubbliche e alla protezione civile, Fabiano Amati, ha invocato una sorta di «stato di indignazione permanente. Perché la protesta non basta. la protesta è in fondo passiva rispetto ai problemi, giacché si limita a enunciarli. L’indignazione invece è fatta di comportamenti nel segno della correttezza. Bisogna tornare a rivedere le priorità nei nostri territori».

Amati poi annuncia che a breve verrà firmato l’accordo di programma quadro con il ministero dell’Ambiente per poter accedere a una quota del miliardo di euro («a valere sui fondi Fas, sempre che li sblocchino») messo a disposizione proprio per le opere di manutenzioen del territorio e di prevenzione del rischio frane e alluvioni.

«Ci vogliono piani d’emergenza e di delocalizzazione – ha chiarito il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini – di abitazioni o altri fabbricati sistemati in aree a rischio. Le amministrazioni comunali si mettano in regola anche nell’ordinarietà»

GIUSEPPE ARMENISE


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