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Gatta: “Ma questo calendario venatorio penalizza cacciatori ed economia”

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Settore in rivolta ed interrogazione del consigliere Pdl Gatta al governatore Vendola.

 

Una interrogazione al presidente Vendola sulle restrizioni al nuovo calendario venatorio, da parte del consigliere Pdl Giandiego Gatta. Restrizioni che – ad avviso del consigliere sipontino, non andrebbero nella direzione dell’incremento di un turismo anche venatorio considerato che la provincia di Foggia in particolare è una delle aree a maggiore vocazione. Così Giandiego Gatta interroga con altri colleghi consiglieri – il governatore citando una serie di punti. «Premesso che la Giunta regionale ha disposto, rispettivamente, il programma e il calendario venatorio 2010 1 2011 e dispone come termine ultimo per la presentazione del calendario la data del 15 giugno si determina nel 30% del territorio Agro — Silvo –Pastorale il limite massimo di zona a protezione della fauna selvatica; e si dà la possibilità al cacciatore di fruire di tre giornate a scelta nel periodo 1 ottobre – 30 novembre nel senso più favorevole ai cacciatori, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì viene utilizzato, dalla Regione Puglia, solo in senso restrittivo». Secondo Gatta è negato l’utilizzo dei cani nel periodo che va dal 19 gennaio fino al termine della caccia e tra il 1° e 19 settembre, impedendo, di fatto, il recupero di cacciagione caduta in un canneto o in acqua. E ancora: «alcune Regioni, come le Marche, la Lombardia, il Veneto, la Liguria, ecc.. hanno consentito, nel periodo che va dal 1° settembre al 31 dicembre 2010, il prelievo in deroga, alla direttiva 2009/147/CE, degli storni, e in alcuni casi anche del fringuello, specie in grado di razziare alcune zone del nostro territorio, segnatamente vigneti, oliveti e seminativi, con notevole danno all’economia locale, atteso che vino e olio sono prodotti che costituiscono una risorsa vitale, una sorta di volano per il tessuto economico pugliese». Ritenuto che ci saranno ripercussioni economiche in quanto:
I) tantissimi cacciatori non rinnoveranno la licenza; 2) i cacciatori non residenti eviteranno la nostra regione per le eccessive restrizioni imposte dal governo regionale;
3) al settore alberghiero mancherà l’apporto del turismo venatorio, che in Puglia ed in .Capitanata è molto diffuso;
4) ci sarà un aggravamento della crisi nel settore delle armerie e della cinofilia specializzata, dovuta ai mancati rinnovi delle licenze; interroga Vendola e Stefano per sapere: 1) quali sono i motivi per cui non si rispetta il termine del 15 Giugno per la presentazione del calendario venatorio; 2) perché si supera, in percentuale, il limite massimo previsto dalla L. 157/92 per le zone di protezione della fauna selvatica; 3) quali sono le motivazioni scientifiche che portano alla mancata concessione delle giornate di caccia a scelta del cacciatore al sensi dell’art.18, commi 5 e 6 della stessa legge; 4) quali sono i dati forniti dall’ISPRA che hanno portato all’eliminazione della quaglia dall’elenco delle specie cacciabili ; 5) come mai l’art. 42 della legge 4/06/2010 n. 96 viene utilizzato, dalla Regione Puglia, esclusivamente a danno dei cacciatori e mai a favore del mondo e delle esigenze di ciò che ruota attorno al settore venatorio; 6) Come mai si è portato il limite annuo a 50 allodole e 25 tortore e quaglie, mentre altre regioni come il Veneto e la Toscana, consentono non solo un prelievo sensibilmente maggiore, ma anche ai singoli cittadini cacciatori di “vendere” il frutto della propria attività venatoria? 


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