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Peschici/ Via alla vendita degli immobili per evitare il dissesto economico

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Volano gli stracci tra il sindaco, Domenico Vecera, e il consigliere di opposizione Giuseppe Falcone.

 

Volano gli ‘stracci” a  Peschici. Scontro senza “pudore’ tra sindaco, Domenico Vecera, e i consigliere di opposizione, Giuseppe Falcone. Tutto nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale con il primo cittadino che, alla sollecitazione del consigliere a rassegnare le dimissioni, li dà del “buffone”. Falcone, di rimando, ricorda a Vecera che chi riveste cariche pubbliche deve avere, non solo modi e comportamenti consoni, ma certamente non è concepibile che un sindaco, anche se in periodo estivo, possa partecipare ad una manifestazione pubblica “calzando infradito e indossando un bermuda”. Falcone ha collegato tutto questo ai risultati amministrativi dell’Esecutivo Vecera che, nei suoi primi due anni di governo della cosa pubblica, sarebbero stati deludenti, prova ne è ha spiegato il consigliere – “la forte perdita di competitività”, e sottolineando – che “ogni occasione diventa utile al sindaco per esaltare, in una sorta di “teatro” negativo, le sue doti di persona arrogante, intollerante e di sopraffattore”. Il consigliere ricorda al primo cittadino che “Fare il sindaco è una cosa seria” e, concludendo- Peschici ha bisogno di risorgere; odi, rancori e gelosie non potranno che continuare a nuocere alla mia e alla nostra Peschici; oggi, i Comuni limitrofi ci hanno superati”. E’ decisamente un quadro poco edificante quello che viene fuori, al di là delle responsabilità personali, ci sono doveri istituzionali che dovrebbero richiamare tutti i consiglieri ad un maggior senso di responsabilità, perchè, tanto per citarne uno, le condizioni finanziare del Comune non invitano all’ottimismo, anzi, è vero esattamente il contrario. Peschici è uno dei nove pugliesi che hanno un forte passivo, quantificato dalla Corte dei Conti in due milioni di euro, debito pari al quaranta per cento delle sue entrate e un’incidenza per ognuno dei 4293 residenti di quattrocento euro, un vero e proprio primato tant’è che guida la poco edificante classica delle amministrazioni comunali meno virtuose. La Corte dei Conti parla di amministrazioni che hanno fatto ricorso ad una sorta di “finanza creativa”, che tradotto in prassi comportamentale altro non è che aver messo mano ai fondi senza la dovuta copertura.

Francesco Mastropaolo


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