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Regione, in Consiglio i vendoliani escono dall’aula: centrosinistra battuto

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Sull’odg per riorganizzare la rete dei consultori.

 

Governo alla Camera sotto per tre volte. Una prova di forza che ha fatto capire a Berlusconi che, senza i voti dei finiani, la sua maggioranza barcolla. Tanto che il 14 dicembre, si deciderà il futuro della legislatura con la verifica politica nei due rami del Parlamento (a 4 giorni dal voto alla Finanziaria). Sei giorni dopo, a parti invertite, l’opposizione di centrodestra in Regione ha fatto andare sotto, 2 volte in pochi minuti ma per la prima volta nella legislatura, il governo Vendola: 33 voti a 19, a scrutinio segreto, sul delicato tema dei consultori. Anche in questo caso, tra i franchi tiratori, ci sono i costituenti della maggioranza: Sel, il gruppo del presidente. Lasciando l’aula al momento del voto hanno aggravato le già numerose assenze tra i banchi del centrosinistra, Vendola incluso: è negli Usa. Rassicurano al suo posto la vicepresidente Capone e il capogruppo Sel Losappio. Ma che ci sia qualcosa che non va è evidente se per il Pd “è necessario che Sel chiarisca i rapporti interni fra i suoi consiglieri, per impedire che la maggioranza possa essere messa nuovamente a repentaglio, su una questione delicata come quella relativa alla rete dei consultori, determinando, l’esito di una votazione che non corrisponde alla effettiva volontà del centrosinistra”. Lo chiedono il segretario regionale Blasi e il capogruppo Decaro che pure assicurano “che il Pd continuerà a garantire il proprio sostegno alla maggioranza di centrosinistra”. Per la Capone “su un tema sensibile come quello della rete consultoriale, anche per l’assenza giustificata di alcuni consiglieri e componenti del Governo, si è verificato un voto che non mette comunque in discussione la tenuta della maggioranza. Si è trattato di un fatto eccezionale su cui il centrodestra, che ha sete di colpi di scena, ha costruito vari ricami. In ogni caso la Giunta esaminerà quanto avvenuto in sede di votazione consiliare nel corso della sua prossima riunione, alla presenza del presidente Vendola”. Così Losappio: “Episodio circoscritto e occasionale che non modifica il programma del centrosinistra e la sua compattezza. In una situazione di confusione e distrazione si è determinata una votazione che non corrisponde alla volontà e alla forza politica e numerica del centrosinistra”. Galvanizzati dal risultato Pdl, Puglia prima di Tutto e Pugliesi per Rocco Palese, che al termine del Consiglio hanno convocato una conferenza stampa: “Il dato politicamente più rilevante – ha detto Palese – è l’evidente scollamento di una maggioranza in cui si avverte, anche visivamente, un crescente disagio a fronte di una guida sempre più, anche fisicamente, assente e comunque totalmente distratta rispetto ai problemi drammatici delle nostre comunità. E’ stato sufficiente chiedere la votazione a scrutinio segreto perché si manifestassero in tutta la loro gravità le crepe crescenti di una maggioranza che comincia a non essere più tale. Si tratta di un ulteriore ed evidente sintomo del caos ormai dilagante in cui versa la Regione”. E se l’Udc rimarca l’assenza di Vendola, il Pdl alza la posta: “Ora ci aspettiamo che il governo segua quanto contenuto nell’ordine del giorno e revochi definitivamente la delibera sulla riorganizzazione della rete consultoriale pugliese”. E poi provoca: “L’assessore Fiore rassegni con un gesto eclatante le sue inevitabili dimissioni”.


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