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Regione/ La Consulta boccia le nuove assunzioni nella sanità

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Il ministro Fazio sul Piano di Rientro: ‘Firma vicina, prima del 15 dicembre’.

 

Un altro ricorso perso dalla Regione: la Corte Costituzionale ha bocciato la legge sulle assunzioni in sanità. Il provvedimento ‘’non rispetta i principi fondamentali stabiliti dalla legislazione statale in materia di coordinamento della finanza pubblica’’. Traduzione: la legge regionale impugnata dal governo, implica costi aggiuntivi e non risparmi come sostenuto dalla Regione. “Pur richiamando i principi stabiliti dalla legislazione dello Stato, la legge pugliese – sottolinea la Consulta – prevede, mediante la riutilizzazione integrale dei minori costi derivanti dalle cessazioni, un meccanismo che con essi è in contrasto. La circostanza poi che la Regione Puglia – aggiunge la Corte – abbia modificato per ben due volte la disciplina censurata (dapprima prevedendo una decurtazione delle dotazioni organiche e, successivamente, introducendo il cosiddetto blocco del “turn-over” per il triennio 2010-2012) costituisce una ulteriore prova che la disposizione impugnata non diminuisce la spesa”. Per il ministro Fitto: “La decisione della Consulta dimostra che non c’è accanimento contro la Puglia né un atteggiamento politico. Non erano questioni formali ma sostanziali. Mi auguro che nessuno voglia sollevare nuove polemiche e che, piuttosto, questa sentenza venga considerata non solo da noi una guida nel breve percorso che ancora ci resta da fare per la firma al Piano di Rientro e allo sblocco dei 500 milioni di euro». Per il capogruppo regionale Pdl Palese: “L’unica via che la Regione può seguire per giungere quanto prima alla firma del piano di rientro è quella della ragione. Mentre autorevoli esponenti del governo regionale continuano ad attribuire al governo nazionale atteggiamenti di avversità politica ogni qualvolta viene impugnata una legge pugliese, la Corte costituzionale sancisce quasi quotidianamente la bontà di quelle impugnative, portate avanti, peraltro, nell’unico interesse di tutelare la Costituzione e i cittadini pugliesi. Spazzato il campo da ogni possibile diversa ‘lettura’ dell’atteggiamento del governo, e stabilito dalla Consulta che quello che il governo chiede alla Regione Puglia è solo il rispetto delle leggi e della Costituzione – conclude Palese – ci auguriamo che ora la giunta Vendola accetti quell’invito a collaborare per le ultime limature al piano di rientro e non voglia addirittura arrivare a mettere in discussione le decisioni della Consulta”. Intanto è vicina la firma al piano di rientro. L’ha assicurato il ministro della Salute Fazio dopo l’incontro a Roma con Vendola e Fiore: “Potrebbe arrivare prima del 15 dicembre”. La risposta dell’assessore: “Disponibili ad adempiere alle richieste purché bastino”. Vendola ha invece chiesto e ottenuto di secretare l’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi regionali (presieduta da Leoluca Orlando). Questo per “evitare possibili strumentalizzazioni sulle dichiarazioni relative alla mancata stipula del Piano di rientro con il governo”. Tra i temi affrontati durante l’audizione, la riorganizzazione della rete ospedaliera pugliese, con particolare riferimento alle destinazioni funzionali dei presidi di Castellaneta, Massafra e Mottola, già oggetto di attenzione della Commissione durante la missione svolta a luglio proprio nel Tarantino. Si è discusso anche del reparto di Ostetricia del Policlinico di Bari, dopo le denunce, dei mesi scorsi, di alcuni primari che lamentavano “condizioni di lavoro drammatiche”, nonché il caso del lebbrosario Colonia Hanseniana Opera Pia Miulli a Gioia del Colle: struttura poco utilizzata ma che continua a costare ai cittadini circa sette milioni di euro all’anno. Cinzia Stramaglia


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