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Fratelli uccisi, Colonnello Diomeda: “C’è qualche problema di criminalità”

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‘Evidentemente c’è qualche problema di criminalità che prescinde dal ruolo di imprenditori tranquilli e beati così come sono stati descritti. Ma queste, ovviamente, sono solo ipotesi’. Questo il commento del comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, col.Vito Antonio Diomeda, che si è recato sul luogo in cui sono stati uccisi i fratelli Giovanni e Martino Piscopo, ‘Non è che un omicidio – ha rimarcato – si possa fare in modo semplice e da sprovveduti. Ma questa è una deduzione facile da fare. C’è qualche problema che bisogna approfondire’.

Rispondendo alle domande dei cronisti che gli chiedevano se fossero entrambi i fratelli, oppure uno solo dei due, l’obiettivo dei sicari, il comandante ha risposto dicendo che ‘un duplice omicidio che avvenga per caso è difficilmente ipotizzabile’. I due fratelli sono stati uccisi con tre colpi di pistola calibro 7.65 e con un proiettile di fucile e poi dati alle fiamme all’interno di un’auto abbandonata in una zona impervia tra Vieste e Peschici, nel Gargano. Complessivamente i sicari hanno sparato sette colpi di armi da fuoco. Un cadavere è quasi totalmente incenerito, sull’altro invece si vedono i segni di una corda che sembra cingere i polsi. L’Alfa Romeo 156 sulla quale sono stati trovati i cadaveri è stata rubata nel giugno scorso a Lavello.


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