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Vieste/ Fratelli uccisi: Piscopo estranei alla criminalità organizzata

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Apparente estraneità alla criminalità organizzata. Nessuna appartenenza a consorterie malavitose locali. Nè una macchia, nè un problema con la giustizia. Ma ad un certo punto, qualcosa, nella vita di Giovanni e Martino Piscopo, è cambiato.  Un dettaglio che ha mutato il destino di entrambi, che li ha portati ad una fine assurda e spietata. Un duplice omicidio efferato e crudele: in altre parole ad un’esecuzione firmata dalla mafia. Il modus operandi non lascia spazio ad alcun altro genere di interpretazioni. Prima rapiti, legati e crivellati di colpi d’arma da fuoco; poi dati alle fiamme. Eppure i due non avevano alcun precedente penale. Eppure i due erano descritti da tutti come onesti lavoratori. Anche prima della loro scomparsa, nei loro atteggiamenti traspariva grande serenità. Cadrebbe, dunque, la pista legata ad alcuni dissapori familiari per la spartizione di un’eredità. Cade, con certezza assoluta, l’ipotesi della disgrazia; ipotesi alla quale i familiari non avevano mai creduto. Così come non avevano mai creduto all’allontanamento volontario. Ora, si continua ad indagare anche nella loro vita privata oltre che in quella professionale. "’Evidentemente c’è qualche problema di criminalità che prescinde dal ruolo di imprenditori tranquilli e beati così come sono stati descritti. Ma queste, ovviamente, sono solo ipotesi’ – il commento del comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, colonnello Vito Antonio Diomeda. Che i due fratelli possano aver visto qualcosa che non avrebbero mai dovuto vedere; che, inconsciamente, possano aver avuto un comportamento "scomodo" o che, addirittura, possano aver intralciato nei loschi affari qualcuno, restano solo congetture affidate al caso o alla penna di noi cronisti. Al momento tutte le piste investigative sono aperte. A distanza di 24 ore dal loro ritrovamento gli Uomini dell’Arma non tralasciano particolari. Per fare il punto della situazione e stabilire operazioni di contrasto alla criminalità organizzata, il procuratore di Bari, Antonio Laudati, che guida la direzione antimafia del distretto Bari- Foggia, ha convocato per oggi pomeriggio al Palazzo di giustizia una riunione di coordinamento delle forze investigative, alla quale parteciperanno esponenti delle procure di Foggia e Lucera e i carabinieri del capoluogo Dauno e dei Ros.


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