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Vieste/ Fratelli uccisi – Quella radura della morte tra radar e sentieri impervi

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Luogo frequentato da cacciatori ed escursionisti

Strappata, suo malgrado, ad un destino anonimo, località Posta Telegrafo o Telegrafo Vecchio, si trova in una zona di confine tra i territori dei due paesi che hanno fatto grande il Gargano sul versante turistico. Dista infatti appena cinque chilometri da Peschici e circa quindici a Vieste.

 

Zona di boschi, appartata, si arriva percorrendola statale 89, la strada interna che collega Vieste a Peschici, e al chilometro 92 (fermata autobus) si deve svoltare a destra, se si proviene da Vieste, e inerpicarsi, imboccando una strada forestale di servizio asfaltata che fila verso l’altura. “il luogo delle tenebre” è un boschetto a forte prevalenza di pini, impervia, ed è chiamata così perché vi è posizionato un radar o mega antenna che “serve” l’intero comprensorio. E’ una zona frequentata da pastori e da qualche habituè, saltuariamente, di escursioni in questo lembo bellissimo del Gargano. Fra i manufatti si osservano in prossimità del telegrafo Vecchio un casolare dirupo e, nei suoi pressi, un forno in pietra e una cisterna utilizzata per il rifornimento d’acqua dei mezzi antincendio. Dal punto più panoramico del telegrafo Vecchio si osserva sullo sfondo a sinistra Vico del Gargano, mentre nel tratto finale si ha una visuale dall’alto della Valle Sfinale, ricoperta da oliveti e seminativi. Sulla costa si notano infine le torri anticorsare più vicine come la Torre Usmai (più esattamente Torre Gusmay) e la Torre di Sfinale. La copertura vegetale del territorio è in buona percentuale boschiva, prevalentemente pini d’aleppo che nella zona crescono dalle colline dell’interno fino ai lembi delle spiagge. Presente la macchia mediterranea. Va altresì detto che il territorio comunale, compreso tra i comuni di Vico del Gargano e Vieste, presenta un’escursione altimetrica di 582m e un’orografia aspra e varia. Poco lontano dalla costa, da Vico e Monte Sant’Angelo, da San Marco in Lamis a Cagnano, si distende per un lungo tratto la Foresta Umbra, grande circa 11.000 ettari e comprendente i boschi Sfilze e Ginestra, dove, fra pini d’aleppo e faggi secolari, vegetano anche farnie, carpini bianchi e neri, carpinelle, allori, olmi montani e campestri, tigli, querce, castagni e quei tassi antichissimi che, probabilmente, sono tra i più vecchi alberi esistenti in Italia. Vicino alla zona del telegrafo, in territorio di Peschici, durante la Seconda Guerra Mondiale, il paese che ebbe una massiccia occupazione da parte delle forze alleate, vide accamparsi gli inglesi in località “Tuppo delle Pile” e gli americani in località “Padula”.

FRANCESCO TROTTA
FRANCESCO MASTROPAOLO


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