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Vieste/ «Il sopravvento dei mafiosi o li prendono o sarà la fine… »

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Le reazioni di una città impaurita: «Non si capisce più niente». Vieste una città listata “a lutto”, avvolta dalla paura, si ritrova appesa ad un filo, ripiegata su se stessa e preda di una violenza la cui matrice mafiosa inquieta. Netta si avverte la percezione, che questo omicidio funga un po’da spartiacque, che nulla sarà mai più come prima, per la storia di questo paese che ha saputo conquistarsi in mezzo secolo “un posto al sole” nel turismo nazionale ed internazionale.

Sono bastati “solo” dieci giorni per gettare la “regina” del turismo nello sconforto più assoluto e fargli smarrire le proprie certezze conquistate con il sudore della fronte. La notizia del ritrovamento dei corpi dei fratelli Piscopo “sorprende” la città in una mattina uggiosa, dove l’apparente tran tran quotidiano che si nota non rimanda la sensazione che si voglia nascondere la “polvere sotto il tappeto”, anzi. . Però, gran voglia di parlare, in verità, non ce n’è. “E che ti devo dire, qua ormai non si capisce più niente. . .“ ti dice un ragazzo che fa footing sul rinomato lungomare Enrico Mattei, intercettato all’altezza del camping Euro 92. Le modalità mafiose dell’esecuzione dei due imprenditori fanno scorrere brividi sulla schiena di chiunque. “C’è amarezza, brave persone i Piscopo, ci chiediamo ancora il perché di tutto questo” dichiara una coppia di anziani a passeggio nella villa comunale di Corso Lorenzo Fazzini, il salotto buono del paese. “Niente nomi. . .per cortesia” ed allungano il passo. Davanti alla caserma della Tenenza dei Carabinieri, alle 13,00, non c’è anima viva. Tranne una persona che confabula con un carabiniere all’entrata. E’ piovuto in nottata. L’aria mesta alimenta il grigiore che si “respira” ed induce le persone a non sbottonarsi più di tanto. Tranne qualcuno che non trova di meglio che prendersela con i mezzi di informazione, rei, a parer suo, di aver parlato di dissapori tra i fratelli sull’eredità, quando invece “quella è una famiglia unita e laboriosa”. “Qui a Vieste se non si prendono provvedimenti faremo una brutta fine” è invece l’appello angosciato di un distinto signore che sta transitando in via Oberdan, vicino alla scuola media Dante Alighieri, vassoio di paste in mano e ombrello nell’altra. In via Giordano de Maria, dove si trova la sede della Garganoli srl. il titolare Gino Di Rodi, uno dei più importanti produttori e distributori d’olio d’oliva del Gargano, ti dice:
“Ottime persone. Forse Martino era un po’ estroverso, un caciarone, veniva sempre con noi alla Bit a Milano. Che dire? Viste le modalità, c’è da preoccuparsi davvero”. Qui non più tardi di venti giorni fa (il 6 novembre) era venuto il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano invitato dalla locale associazione antiracket. Forse dovrà ritornarci. . ed anche di corsa.

Francesco Mastropaolo


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