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Gargano habitat naturale per funghi e tartufi “eduli”

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Il Consorzio di Bonifica montana pubblica la prima guida.

 

Che il Gargano sia un eccezionale habitat naturale anche dei funghi è cosa nota non solo a quanti, numerosissimi, si dedicano alla loro raccolta. Ma pochi sanno, oltre gli appassionati ad oltranza, che i boschi del promontorio sono anche ottimi presidi di coltura dei tanto celebrati tartufi.
La loro presenza sebbene non raggiunga la dimensione, per varietà e quantità dei funghi, è tuttavia ragguardevole anche se il tartufo rimane una prelibatezza poco ricercata dalle nostre parti.
Ed è. per questa constatazione che mentre per i funghi garganici vi è una ormai consolidata cultura specifica rappresentata da pubblicazioni, mostre e degustazioni con apposite fiere, oltre che beninteso da un fiorente commercio, per il tartufo, definito fungo ipogeo, non si conoscono riferimenti documentali che attestino metodicamente la sua presenza, ne descrivano usi; consumi e via dicendo. Una lacuna in qualche modo appena colmata da una indagine conoscitiva sul patrimonio tartuficolo del Gargano alquanto approfondita effettuata da Giovanni Tamburano i cui risultati sono stati pubblicati dalla Comunità montana del Gargano nella collana dei “Quaderni”.
«Scopo dell’indagine – spiega Tamburrano esperto del settore — è stato quello di trovare riscontri e conferme alle numerose segnalazioni circa la presenza di tartufi eduli in diverse zone del Gargano».
Anche se «il nobile fungo – osserva Tamburano – ben si coniuga con le altre risorse naturali del Gargano perchè trattasi di un prodotto spontaneo espressione di un ambiente sano ed equilibrato, non si hanno conoscenze dirette non rientrando il tartufo nella tradizione culturale, agricola e gastronomica del Gargano ma anche della Puglia». La ricerca si è pertanto sviluppata attraverso l’attività informativa presso le aziende agro-silvo-pastorali dell’area, gli operatori forestali ed anche i tartufai che da altre regioni arrivano sul promontorio per cercare tartufi. Sono anche state eseguite ricerche dirette ei boschi con relativa raccolta con l’ausilio di cani addestrati provenienti da quelle regioni dove la pratica della raccolta del tartufo è esercitata su larga scala. Sono state censite ben tredici stazioni tartuficole sparse nei territori di Peschici (località Manatecco, Petassa), Vico del Gargano (Sfilzi), Monte Sant’Angelo (Umbra, Tavolone, Torre Palermo, Coppa dei prigionieri), Cagnano Varano (Isola Varano).


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