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Bilancio Regione 2011: manovra da 1 miliardo

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Una manovra da 1 miliardo di euro, più o meno quanto è stato stanziato per le spese della Regione nel 2010. Ma con un pizzico di «lacrime e sangue», come più volte annunciato dallo stesso governatore, rischio: gli aiuti alle imprese, i trasporti, l’agricoltura, il welfare.

 

È questa la fotografia del Bilancio di previsione 2011 che la giunta regionale si appresta a discutere, domani,  giorno dell’Immacolata. La bozza è ancora da limare e l’assessore al Bilancio Michele Pelillo è al lavoro di rifinitura su quei 30-40 milioni di euro che ancora mancano all’appello per chiudere il cerchio, ma il più è fatto. Le poste ci saranno, assicura, sia quelle del bilancio autonomo (i progetti di spesa degli assessori) sia quelle dei co-finanziamenti regionali sui progetti finanziati da fondi Ue. E ci saranno gli anticipi ai famigerati consorzi di bonifica, ma – assicura – non saranno di uguale entità a quelli stornati sinora. In più, un’iniezione non da poco per il sistema imprenditoriale, alle prese con la crisi che – a detta del presidente Nichi Vendola – proprio da gennaio comincerà a farsi sentire come e più di prima. Arriva, infatti, l’esenzione totale dell’Irap per chi aprirà una nuova attività in Puglia.

Impossibile quantificare il mancato gettito fiscale che la manovra di alleggerimento sulle imprese comporterà (non è noto quante aziende apriranno nel 2011), di certo c’è che nel 2010 l’Irap al 4,82% (di cui lo 0,90% addizionale regionale) ha garantito 118 milioni. È questa la cifra, infatti, che la Regione si appresta a stanziare a copertura del piano di rientro sanitario (oltre ai 35 milioni dal bilancio autonomo), approvato dal governo la scorsa settimana. La misura di copertura finanziaria, insieme alle correzioni normative (le leggi 11 e 12) che la Regione si è impegnata ad ottemperare sulle internalizzazioni, sono oggetto delle variazioni al Bilancio 2010, che insieme alla manovra di previsione approderanno nell’Aula del consiglio regionale il 20, 21 e 22 dicembre. E proprio nelle variazioni la Regione mette mano ad una partita sanitaria non di poco conto: uno stanziamento di 178 milioni, di cui oltre 90 destinati ai fornitori delle Asl e la restante parte al contenzioso con il Miulli di Acquaviva. Un’altra boccata d’ossigeno non da poco per il sistema delle imprese che lavorano con gli ospedali, per le quali – assicura Pelillo – i ritardi nei pagamenti da parte della Regione stanno drasticamente scendendo.

«Comincia una fase nuova per la Puglia – dice l’assessore – perché per la prima volta ci troviamo a dover affrontare contemporaneamente due bilanci: quello di competenza e quello delle previsioni di cassa. Ambedue stretti dai vincoli posti dal Patto di Stabilità». Alle difficoltà contabili, poi, vanno aggiunti i tagli che, sottolinea Pelillo, «nel 2011 entrano a regime», quanto basta per rendere la svolta di quest’anno strutturale. Ciononostante, la giunta è decisa ad andare avanti sulla cancellazione dell’Irap: «ne discuteremo con le parti sociali, questa manovra – sottolinea Pelillo – non è blindata. Ma se ci riusciamo, la Puglia – con l’abolizione dell’addizionale Irpef – sarà la Regione meno tassata d’Italia».

Le prime reazioni non mancano: Margherita Mastromauro, deputata del Pd, chiede l’estensione dell’abolizione Irap a tutti: «lo sgravio solo a favore delle nuove aziende risulterebbe un incentivo alla concorrenza sleale nei confronti di chi già opera nel nostro territorio e da anni lotta per non chiudere e non licenziare i propri dipendenti». Angelo Disabato, capogruppo della «Puglia per Vendola» alla Regione, si schiera: la misura «renderebbe la Puglia la regione italiana con i più bassi oneri fiscali per le imprese di nuova costituzione».


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