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L’ombra della faida sulla ferocia esecuzione dei fratelli Piscopo?

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Fissato per lunedì 13 dicembre nuovo vertice antimafia con il sottosegretario Mantovano che incontrerà a Monte Sant’Angelo i sindaci dell’area garganica.

 

A distanza di 48 ore dal vertice sulla mafia del Gargano, Alfredo Mantovano, il sottosegretario agli Interni (che tornerà sul promontorio lunedì 13 dicembre a Monte Sant’Angelo) torna a ribadire concetti già espressi durante la visita vichese: un’inspiegabile sottovalutazione del fenomeno mafioso, nonostante i numeri, i segnali inequivocabili di infiltrazioni nell’economia, il controllo del territorio dovuto alla morfologia, ma anche alla disponibilità di alcuni soggetti, apparentemente legali, ad ospitare i latitanti: “ogni riferimento a qualche villaggio turistico è voluto” ha rimarcato il vice di Maroni. Poi ha continuato “diffusa omertà, provata dal fatto che dall’inizio dell’anno ci sono stati nella stessa area almeno ottanta attentati ma poche denunce. Inoltre vi è un’area grigia della quale sono partecipi non solo alcuni esponenti politici del territorio ma anche alcuni imprenditori. E’questo il quadro della situazione”. Un quadro allarmante. Resta da capire, alla luce delle parole del vice di Maroni, quale è il contesto nel quale calare il duplice delitto Piscopo, i cui contorni circa il movente sono ancora nebulosi, ma sui quali gli inquirenti stanno lavorando alacremente battendo ogni pista, compresa quella che porta alla faida garganica (che conta qualche latitante di spicco), considerato che gli inquirenti si dicono certi dell’influenza del clan Libergolis a Vieste, grazie al clan Notarangelo. Mantovano è tornato anche a sottolineare la necessità di stanare “la zona grigia”, quella dove fiancheggiatori insospettabili forniscono aiuti ai boss e sottoposti, latitanti. “Un latitante può trovare rifugio in qualche villaggio turistico” aveva spiegato in conferenza stampa l’altro giorno. Aggiungendo però che l’analisi non era da collegare al delitto Piscopo. Allora che spiegazione dare all’efferato omicidio dei due imprenditori viestani? “Evidentemente c’è qualche problema di criminalità che prescinde dal ruolo di imprenditori tranquilli e beati così come sono stati descritti” fu il commento del comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, col.Vito Antonio Diomeda, sulla radura di Posta Telegrafo nell’immediatezza della scoperta dei corpi di Giovanni e Martino Piscopo. “Non è che un omicidio – rimarcò – si possa fare in modo semplice e da sprovveduti. C’è qualche problema che bisogna approfondire”. Ma bisognerebbe collaborare, fanno presente gli inquirenti, abbattere il muro dell’omertà. Vieste non più tardi di un mese fa nell’incontro con Mantovano, sempre lui, qualche risposta l’aveva data: si presentarono in 250, gli operatori turistici, al convegno organizzato dall’associazione antiracket E fu così anche quando ci fu la fiaccolata dopo la sparizione dei Piscopo. Ma tutto questo accadeva prima del ritrovamento dei corpi.

Francesco Trotta 


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