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Giandiego Gatta: interrogazione su disciplina della tutela e dell’uso della costa

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La proposta di Piano Regionale delle Coste predisposta dal Politecnico di Bari, costata circa un milione di euro.

 

Il consigliere Giandiego Gatta (Pdl), ha interrogato il presidente Vendola e gli assessori alle opere Pubbliche ed al demanio ha evidenziato che:
“La L.R. n. 17 del 2006 “Disciplina della tutela e dell’uso della costa” tra l’altro prevedeva, sia forme di semplificazione dell’azione amministrativa, sia stabiliva i tempi nei quali avrebbe dovuto essere approvato il Piano Regionale delle Coste Nel 2008 – su sollecitazione del Settore Demanio – nel frattempo ridimensionato ad Ufficio – la Giunta Regionale ed alcuni Gruppi Consiliari ritennero di dover proporre una modifica alla predetta L. R. 17/2006, perché in alcuni punti già obsoleta e vessatoria nei confronti dei concessionari. La proposta di Piano Regionale delle Coste predisposta dal Politecnico di Bari – costata circa un milione di euro – per unanime valutazione di Comuni ed operatori balneari si è rilevato strumento di scarsa utilità, perché considerata una discreta tesi di dottorato di ricerca, compilativi. Nel corso dei mesi, a fronte dell’inerzia della Giunta Regionale che, dal 2005 ad oggi, non ha mai realizzato opere per la salvaguardia delle coste rispetto a studi e progetti del passato, già pure disponibili, quali quelli per le falesie del Gargano. L’ Assessorato alle Opere Pubbliche, attraverso l’Autorità di Bacino, ha affidato ad altro dipartimento del Politecnico di Bari, uno studio di monitoraggio dal costo di un altro milione di euro e che dai primi risultati resi noti da questo studio – che si aggiungono alle precisazioni del PAI e dell’ARPA – si evidenzia la criticità di tutto il sistema costiero pugliese – con proposte che, anziché prevedere opere per il suo utilizzo, ipotizzano ulteriori restrizioni con danno grave ed irreparabile per tutto il sistema imprenditoriale e turistico. Un uso equilibrato e responsabile della costa si tramuta necessariamente nella sua tutela e valorizzazione, con riverberi benefici sul comparto turistico, meritevole di maggior attenzione e riguardo, tenuto conto del suo ruolo di volano per l’economia pugliese.”
Tanto premesso, l’interrogante chiede di conoscere :  “1) le iniziative che si intendono adottare per modificare la L.R. 17/2006 e le ordinanze balneari collegate, ritenute “parruccone” e khomeiniste per i divieti ridicoli ivi contenuti, e più in generale per l’atteggiamento irriguardoso degli uffici regionali nei confronti dei concessionari che – per le note difficoltà in cui versano le pubbliche amministrazioni – in tema di pulizia e sicurezza a mare sono gli unici veri tutori dell’ambiente ; 2) come si intende dare attuazione reale alla semplificazione dell’azione amministrativa attraverso un potenziamento del settore burocratico che va affidato a competenti ed esperti dirigenti, non già a neo assunti o dipendenti che conoscono mare e spiagge solo in cartolina; 3) quali somme, dal 2005 ad oggi, la Regione Puglia ha speso per studi del comparto e quanto per le opere necessarie, e se sono a conoscenza di come sono stati impegnati dai vari dipartimenti del Politecnico di Bari le ingenti somme messe a disposizione; 4) se non ritengano, al contrario, di introdurre norme che rendano meno gravosi i costi per comuni, concessionari e quanti vogliano utilizzare il territorio. Un territorio che con vincoli e prescrizioni è sostanzialmente precluso ad ogni attività, salvo deroghe, la cui valutazione è affidata, guarda caso, a coloro i quali quei vincoli hanno posto e che, spesso, siedono nei comitati che quelle relazioni dovranno valutare”.


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