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Peschici/ La bufera giudiziaria agita il Consiglio Comunale

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Toni pacati ma anche ammissione di responsabilità e veleni tra i vari partriti. “Piena fiducia nell’opera della magistratura”. Seduta per le surroghe dopo gli arresti. “Tutta colpa delle guerre di potere”.

In attesa che venga chiarita la posizione del sindaco di Peschici, Domenico Vecera, e dei due consiglieri, Giovanni Corso e Michele Vecera, coinvolti nell’inchiesta della procura di Lucera che ha emesso provvedimenti restrittivi nei confronti di ben ventitre persone tra amministratori comunali di Peschici e imprenditori, la massima assise cittadina si è riunita per procedere agli adempimenti che la legge prevede in questi casi. Il consiglio comunale, presieduto dal suo presidente Tonino Fasanella, ha proceduto alla surroga dei consiglieri Giovanni Corso e Michele Vecera, con i primi dei non eletti della lista “Per Peschici”, rispettivamente Giuseppe Bonsanto e Agnese Masella; il vice sindaco, Domenico Afferrante, è subentrato a Vecera nelle funzioni.
Le difficoltà del momento richiedono consapevolezza da parte di tutti al fine di dare fiducia alla cittadinanza, bandendo ogni polemica e guardando a quando questa pagina sarà definitivamente posta alle nostre spalle: il messaggio che gli amministratori hanno voluto lanciare.
Un consiglio comunale dai toni pacati, come era giusto che fosse, nulla a che vedere con quanto accadeva nelle precedenti riunioni allorquando con- tenuti e tensioni accendevano gli animi facendo passare in secondo piano i problemi strettamente di carattere amministrativi. Gli interventi dei rappresentanti dei gruppi di opposizione hanno guardato al momento che sta vivendo la comunità peschiciana, una popolazione disorientata che si sta ancora chiedendo se tutto ciò non sia un sogno.
Antonio Scopece (Pd), nell’esprimere il disagio e l’amarezza di vedere – ha sottolineato – che “ancora una volta, l’immagine di Peschici viene sporcata da fatti di cronaca giudiziaria”, e ribadito la convinzione nel “principio della presunzione di innocenza fino a prova contraria; nello stesso tempo ha espresso “piena fiducia nell’operato della magistratura”.  Scopece, auspicando che in tempi brevi venga accertatala verità e le eventuali responsabilità, ha detto di comprendere il “dolore e l’ansia delle persone coinvolte nell’inchiesta e dei loro familiari”. Per il capogruppo pidiessino si raccolgono le macerie di una cintura dove l’arroganza, la mancanza di senso ci- vico hanno preso il posto, nella scala ei valori, del rispetto delle regole, del bene comune, dei diritti”. Ha indicato nella “guerra dei gruppi di potere, espressi dalle liste civiche, che ha fatto esplodere gli interessi personali in gioco, in uno scontro senza esclusioni di colpi, che ha dimostrato lo scarso interesse per il bene pubblico, basti vedere il debito accumulato, utilizzato solo per accrescere il potere personale e per avere consenso.
Scopece ha concluso ribadendo che il Pd alle ultime elezioni comunali si è voluto sottrarre a tutto questo, denunciando il “modo scellerato di fare politica e, per questo, ha presentato una propria lista sotto il simbolo del partito, al fine di dare un segnale che un’altra politica esiste”.

Francesco Mastropaolo


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