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Turismo/ “Chi non destagionalizza può cadere in brutte mani”

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Gargano e Salento, fiori all’occhiello del turismo pugliese, fanno gola ai clan. Tanto che, dalla relazione del presidente della commissione antimafia, Beppe Pisanu, è emerso un allarme infiltrazioni criminali anche nel settore del turismo. La presenza della mafia preoccupa adesso gli operatori convinti che la prossima stagione estiva sia già a rischio di calo di presenze. I timori più forti si avvertono nel Gargano, la terra sconvolta dal duplice omicidio dei fratelli Piscopo, qualche settimana fa. Ne parla esplicitamente Antonio Gelormini, direttore commerciale e marketing del gruppo Maritalia, che gestisce due strutture a Peschici. «Proprio nel momento in cui il Gargano stava dando segnali di ripresa i fatti di cronaca avranno conseguenze negative per gli imprenditori della zona- spiega Gelormini- bisogna intervenire subito, questo è il periodo in cui le famiglie scelgono le destinazioni estive e chi aveva in mente la Puglia, forse oggi la esclude per via dell’emergenza criminalità». Da qui l’appello a istituzioni e associazioni di imprenditori per avviare un progetto di riqualificazione che risollevi le sorti del Gargano. «Bisogna accendere le luci su
questa terra, potenziare i collegamenti, attraverso l’apertura di un aeroporto – aggiunge l’imprenditore – altrimenti si rischia il baratro per il turismo». Per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose nella gestione delle strutture ricettive, Gelormini conferma che «la rassegnazione di molti colleghi che si accontentano di lavorare due mesi l’anno, fa – sì che si cerchino capitali altrove per far sopravvivere le strutture», con riferimento, quindi, ai proventi delle attività illecite.


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