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Regione Puglia/ Rischio sismico, nuovi costi per le imprese

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Scattano maggiori costi anche per le attività estrattive. Un fondo per i contenziosi nelle opere pubbliche. Costerà dai mille ai 5mila euro il parere per le lottizzazioni. Sanatoria per i pozzi.

 

Il parere di compatibilità geomorfologica costerà ai privati dai 1.000 ai 5.000 euro. In tempi di crisi, la Regione prova a fare cassa dall’edilizia. Tra le varie norme contenute nella proposta di bilancio, ce n’è infatti una che riguarda accordi di programma, lottizzazioni, piani particolareggiati e varianti: per ottenere la verifica del rischio sismico, dall’anno prossimo bisognerà pagare. La novità è stata voluta dall’assessore Fabiano Amati è riguarderà dalle 100 alle 200 pratiche l’anno (quelle degli enti pubblici ovviamente sono escluse). La norma introduce un onere istruttorio per la redazione del
parere geomorfologico, in base alla superficie interessata: 1.000 euro per i primi 10.000 mq, poi si sale in proporzione con un tetto massimo di 5.000) euro. Tra le norme di “cassa” inserite nel bilancio c’è anche un preannuncio di aumenti per le concessioni minerarie, ed una decisa stretta sulla vigilanza in materia di attività estrattiva. Entro il 30 marzo di ogni anno, la giunta
regionale stabilirà i costi del rilascio delle autorizzazioni e dello sfruttamento minerario, introiti che saranno piegati in quota parte per concedere aumenti al settore. Partirà la anche la sanatoria «tombale» dei pozzi per la quale basterà pagare il dovuto entro il 31 gennaio, oltre ad una multa di 360 euro. L’assessore Amati, che ha ottenuto i milione di euro per garantire la funzionalità degli aerei antincendio, ha anche proposto la costituzione di un fondo per la definizione transattiva dei contenziosi in materia di opere pubbliche. La previsione iniziale è di 500.000 euro, che potranno essere utilizzati per chiudere le piccole cause in materia di appalti.


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