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Sanità Puglia: via  ai tagli negli ospedali. Sfuma abolizione Irap

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Arriva la scure sui costi della sanità prevista dal piano di rientro sanitario sottoscritto tra Regione e governo. Domani, infatti, l’assessore alla Salute Tommaso Fiore porterà in giunta il piano di riordino della rete ospedaliera, che prevede la riconversione di 18 ospedali e la sforbiciata a 1.400 posti letto (1.224 per acuti e 197 per post-acuti, sui complessivi 2.200 da tagliare nel triennio) già entro dicembre. La delibera sarà, così, consegnata il giorno dopo (mercoledì 15) al governo, come previsto dall’art. 1 dell’accordo sottoscritto sui tagli. Tutte le sei Asl provinciali saranno toccate dalla scure, con la riconversione delle strutture con meno di 50 posti letto e l’accorpamento o chiusura dei reparti. Nel Foggiano nuova vita per i presìdi di Torremaggiore, S. Marco in Lamis e Monte S. Angelo; nella Bat Minervino e Spinazzola; nell’Asl di Bari Ruvo, Bitonto, Santeramo, Grumo, con Rutigliano e Noci che diventano poli riabilitativi; in quella di Lecce S. Cesario (polo riabilitativo), Maglie, Gagliano del Capo, Poggiardo; nel Brindisino l’ospedale di Cisternino; nell’Asl di Taranto i noscomi di Mottola e Massafra.

Nel frattempo, Fiore ha anche completato il quadro del Dief, il Documento di indirizzo economico-finanziario della sanità, che sarà discusso domani in giunta. Tra le maglie strette dei conti, nel Dief verranno rastrellate le risorse con cui «bypassare» un altro vincolo posto dal piano di rientro sanitario: il blocco del turn-over del personale. «Non solo prevediamo come ogni anno un capitolo di fondi destinati agli imprevisti – spiega l’assessore – ma conto di poter individuare un percorso di implementazione del personale su determinati progetti». Risorse («dai 2 ai 4 milioni di euro») utilizzabili per il personale sanitario solo se erogate su progetti ad hoc e, in tal modo, non in contrasto con l’accordo raggiunto col governo.

Resta, intanto, nell’agenda politica la questione del Bilancio. E, viste le reazioni di sindacati e parti datoriali sulla possibile abolizione dell’Irap per le nuove imprese, col capogruppo Pd Antonio Decaro a premere invece per l’aumento dell’addizionale Irpef sui redditi più alti onde coprire i mancati finanziamenti del Welfare, è molto probabile che la misura sfumi prima ancora di nascere. «Invece che affrontare con calma e serietà una situazione che è decisamente grave – atttacca Giulio Colecchia, segretario regionale Cisl – riemergono tatticismi e spaccature tra i partiti. Non comprendo la scelta della Cgil di vanificare il tavolo che avevamo conquistato sul bilancio, inseguendo l’assessore Pelillo ed i suoi inopportuni annunci, contrapponendogli, a mezzo stampa, proposte». Si riprenda, questo l’appello, «il dialogo sociale sia sul bilancio che sulla sanità, entrambe questioni su cui bisogna smetterla di giocare ed alimentare improbabili aspettative». Infine, l’affondo contro Vendola: «Vorremmo rappresentargli tutto il disappunto di essere chiamati a “validare” decisioni già prese ed annunciate ai giornali. Ma le nostre richieste d’incontro vengono rinviate, affidate ad altri e quindi evitate».


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