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Monte Sant’Angelo/ Tavolo antimafia prove d’unione dei sindaci del Gargano

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Mantovano piazza la tenda sul Gargano. Il sottosegretario agli interni, negli ultimi mesi ha visitato più volte la provincia di Foggia, mai per fare ‘buone nuove. Ieri è stato il turno di Monte Sant’Angelo, considerata la ‘capitale’ della cosiddetta falda del Gargano, dove si è svolto un ulteriore tavolo tecnico in materia di sicurezza.

Attorno al tavolo c’erano i sindaci dei 13 Comuni del Gargano, il prefetto Antonio Nunziante e i dirigenti delle forze dell’ordine, oltre ovviamente ad Alfredo Mantovano. Un incontro chiuso, blindato. Un incontro richiesto dagli stessi sindaci che dopo l’incontro di 2 settimane fa, avvenuto a Vico del Gargano tra gli operatori della sicurezza e lo stesso Mantovano, hanno avvertito la necessità di rivolgersi a lui personalmente, per sollevare questioni, partorire richieste e raccontare la propria versione su come vanno veramente le cose sul Gargano. A confermarlo è lo stesso presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, che prima di partire per Roma per esprimere la fiducia al governo, ha dichiarato al’Attacco: “Mantovano è venuto per ascoltare i sindaci e le loro attese. Loro vivono quotidianamente le questioni delle città, delle amministrazioni, della lotta alle infiltrazioni, ed è giusto che ascolti loro”. Pepe poi è partito alla volta delle capitale, prima che cominciasse la seduta. Proprio dalla fiducia che potrebbe non avere il governo oggi, l’incontro del sottosegretario potrebbe perdere efficacia. Il tavolo a ferro di cavallo attorno al quale erano seduti i sindaci, ha fotografato un gruppo di primi cittadini apparentemente uniti e pronti a lottare con tutti i mezzi pur di risollevare le ‘loro’ città dal problema della criminalità. Il sindaco di Vico del Gargano Luigi Damiani, ha dichiarato a l’Attacco: “Da un pò di tempo ci sentiamo uniti, come mai era successo prima. Comprendere che il problema riguarda tutti, chiamarlo per nome, senza paura — ha proseguito Damiani – ci aiuta a capire quanto è necessario guardarci in faccia per trovare soluzioni e per far nascere patti di stabilità sempre
. attivi anche aldilà del problema criminale. Non possiamo aspettare questi episodi, o l’incontro ufficiale con Mantovano per unirci”. Subito dopo la riunione, durata circa due ore, Mantovano ha tenuto una breve conferenza stampa, durante la quale ha affermato la necessità di attuare un patto di sicurezza stabile e duraturo. “Il problema serio è che in questa tipologia di criminalità
non si può chiedere ai sindaci di combattere da soli contro gli abusivismi e le infiltrazioni delle mafie nelle economie –ha dichiarato con forza il sottosegretario -, mentre un patto permetterebbe di intervenire anche salvaguardando chi opera in primo piano, con interventi di maggiore forza dall’alto e certi che il problema del singolo paesino riguardi tutti noi”. E’ esattamente così, che il problema della criminalità si sposta dai boss, i clan,la criminalità organizzata, fino a tutta la serie di illegalità e abusivismi in cui il Gargano è strapieno, come aveva già dichiarato Michele Bordo nei giorni scorsi, criticando le continue ‘riunioni’: “Di fronte ai delitti efferati e all’inquinamento dell’economia locale, che nulla hanno più a che fare conia pur sanguinaria faida tra allevatori aveva detto il commissario antimafia – lo Stato deve recuperare il ritardo accumulato producendo gli atti concreti che istituzioni associazioni civiche, organizzazioni sociali chiedono ormaii da
anni per garantire la sicurezza delle comunità e di chi vi opera”. Gli inteventi di Mantovano confermano un interesse, e soprattutto una certa fretta nell’attuare nuovi piani. E lo stesso sottosegretario a confermarlo: “Occorrono piani seri con cui partecipare alla richiesta di fondi che solo per altri 3 anni possiamo ottenere dall’Europa, in materia di sicurezza. Non possiamo perderli”. Ci sono delle priorità che il sottosegretario ha evidenziato e sono “ la cattura degli altri latitanti ricercati,l’installazione di impianti di videosorveglianza e la possibilità di avere personale di sicurezza oltre i soliti orari “. Una domanda sorge spontanea, sollevata anche dallo stesso Michele Bordo: occorrono o non occorrono più uomini e più commissariati, anche nei piccoli centri del Gargano? A questa provocazione, hanno risposto anche alcuni sindaci, tra cui quello di Manfredonia Angelo Riccardi. “ Aver inviato alcune squadre per un mese non serve, non possono esser interventi solo sporadici. Auspico e lo chiederò continuamente, che ci possa essere una sezione fissa della Dda a Foggia, con cui una volta per tutte si dica chiaramente che il problema c’è e va risolto”. A tale provocazione ha risposto anche Mantovano, che ha smentito Bordo sulla necessità di commissariamenti: “Non credo che sia l’unica soluzione l’aumento dell’organico o l’apertura di nuovi commissariati. La cosa che più conta è cambiare il modello di lavoro sino ad ora attuato — ha risposto Mantovano- e occorrono obiettivi da fissare insieme, in tavoli come quello di oggi, oltre a operazioni forti, progettate, e servono momenti continui, sempre insieme, di verifica, periodici”. E con i dati alla mano prosegue “non è un vanto il fatto che la provincia di Foggia nell’ultimo anno è seconda solo alla provincia di Caserta come interventi e spese delle forze dell’ordine in tutta Italia”. Molto c’è da fare anche sul campo dell’educazione costante alla legalità. Problema sollevato dal sindaco di Vico, Luigi Damiani: “Nella mia città ci sono associazioni e cooperative che hanno presentato progetti, hanno avuto finanziamenti. Vanno sostenuti e non lasciati soli. Bisogna capire che i loro sforzi non sono isolati e i giovani devono sentire vicinanza e fiducia”. Tuttavia, l’incontro ha lasciato un pò di amaro in bocca e un alone di mistero su ciò che è realmente successo in quelle 2 ore dalle Clarisse.

Massimiliano Arena
L’Attacco


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