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SUONI E DANZE…ZAMPOGNE E CIARAMELLE

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La Bella Cumpagniefolk, Mercanti di suoni.

 

Nell’immaginario collettivo urbano il suono della zampogna (la "cornamusa" dell’Italia centro-meridionale) evoca subito, di norma, la questua, la novena pre-natalizia, le "pastorali".
In questo viaggio Mangano e la Bella Cumpagnie porta sulla scena anche la zampogna lucana, meno conosciuta di quella abruzzese e ciociara, ma che ha una storia che si intreccia con quella della Val D’Agri; in questa valle  e nel Pollino si costruiscono ancora le migliori zampogne e ciaramelle, e in particolare si suona  la “surdulina”, non solo a Natale ma in tante altre occasioni quali battesimi, fidanzamenti, serenate, ed è quindi un ottimo strumento per far ballare tarantelle e pastorali. Tra i vari strumenti ad ancia non è mancata la presenza della piva emiliana, a completamento del viaggio tra gli strumenti ad ancia d’Italia.
    Per Michele Mangano, responsabile dell’Ass. La Bella Cumpagnie, che dall’8 Dicembre  al 6 Gennaio sarà presente sul territorio con i suoni della tradizione ed il progetto “Suoni e danze…zampogne e ciaramelle”, è questa un’occasione più che speciale per l’opportunità di incontrare  tanti maestri delle tradizioni culturali del Sud Italia, in modo particolare esperti di strumenti ad ancia. Suonatori e ballerini abbigliati con abiti legati alla tradizione pastorale fanno rivivere atmosfere lontane ma mai dimenticate.
  In particolare il 18 Dicembre saranno ospiti in un concerto ad Apricena, città natale del cantastorie Matteo Salvatore, ed il concerto sarà proprio un omaggio a Matteo Salvatore,  in occasione della manifestazione “Saperi e Sapori”, organizzata dall’amministrazione comunale assessorato Attività Produttive, dott. Delfine Giovanni, che in particolare ha voluto la presenza del M° Michele Mangano.
Afferma Mangano “Impossibile per me dimenticare le due mattine del 7 e 8 maggio (1977 e 1978),avevo appena 17 anni ed entrai a far parte del gruppo di tradizioni popolari Li Cafune  di Monte Sant’Angelo, quando si aspettava l’arrivo delle compagnie di pellegrini scortate da orchestre di zampogne al santuario di San Michele Arcangelo, per verificare una volta di più l’esplosione di una religiosità popolare allora non ancora completamente modificata dalla Chiesa”.
Nell’ambito dell’Ass. La Bella Cumpagnie opera un gruppo di esperti di strumenti ad ancia  e al quale ogni anno aderiscono nuovi esperti, che si impegna attivamente nel portare avanti gli studi su questi strumenti rudimentali.
Questo spettacolo natalizio ha lo scopo di far conoscere questi quadri che riguardano situazioni sociali recentemente trascorse o addirittura ancora vive, e nelle quali in molti potremmo scoprire persino legami familiari, far pensare che il senso della Storia risiede nel tenere conto del pensiero e delle evoluzioni che hanno caratterizzato la quotidianità dei singoli e della collettività che ci hanno preceduti, far   scoprire le ritualità che scandiscono le stagioni della vita e della natura, delle costumanze che conferiscono ancora oggi caratteri esclusivi alle popolazioni e ai territori.
Tornando alla storia nei cinque decenni che sono trascorsi dalla prima tappa fondamentale della ricerca etno-musicologica in Italia, la campagna di raccolta condotta nel 1954-1955 da Diego Carpitella e Alan Lomax (registrazioni sul campo dall’Alto Adige sino alla punta meridionale della Sicilia), la diffusione dello strumento è stata in molte occasioni verificata anche fuori dell’ambito magico-religioso. Oggi ancora, il suo uso profano anima le occasioni festive, al suono trascinante della zampogna si ballano saltarelli e tarantelle, si accompagnano le serenate e i canti. Ma la zampogna non è più legata al lavoro: si suonava durante il lavoro nei campi, oppure, in occasione delle grandi transumanze, al seguito del gregge. Con l’emigrazione di massa nelle città, contadini e pastori hanno dovuto distaccarsi drammaticamente dalla loro cultura tradizionale per poter accedere ad uno status economico superiore; l’uscita inevitabile da un’economia contadina si è fatta senza la guida di una cultura.
Oggi scopo dell’Ass. La Bella Cumpagnie è quello di guardare al mondo, senza però mai dimenticare le proprie radici, che rendono possibile il confronto con le molteplici culture che oggi fanno parte del nostro presente, e quindi invitare le istituzioni a collaborare attivamente con le associazioni che lavorano seriamente per la rivalutazione del territorio, cercando di non dimenticare mai di attingere dagli alfieri che ancora possono dare tanto al territorio.  


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