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Marinacci: “il Gargano (senza vigilanza) eldorado dei bracconieri

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“Tra i tanti mali di cui questa provincia sembra essere affitta, ogni tanto ne arriva, purtroppo, uno nuovo che potrebbe dare un ulteriore colpo basso alla nostra già deficitaria economia, che già, in ogni suo settore, non naviga in acque tranquille”.

Sono le parole dell’onorevole Nicandro Marinacci che ha contattato il Quotidiano per raccontare la sua disavventura avvenuta l’8 di Dicembre. Oltre alla sua testimonianza, in allegato anche la denuncia rilasciata dal Comando dei Carabinieri di San Marco in Lamis. La famiglia Marinacci possiede un’azienda di proprietà in zona “Monte Nero” agro di San Marco in Lamis, recintata. Lì sono presenti anche degli ovili e proprio dirigendosi verso quelli che Marinacci insieme all’amico Iannone hanno scorto prima dei cani da caccia e poi un uomo vestito di verde con un fucile che, affatto intimorito dalle parole del proprietario, ha puntato il fucile e sparato due colpi. Fortunatamente non ci sono stati danni a cose e persone, i due infatti si
sono buttati subito a terra e hanno evitato il peggio. Ma il dubbio di Marinacci resta: “E se al mio posto ci fosse stata una famiglia, che, a giusta ragione, dovrebbe recarsi nelle aree interne di questo sedicente parco (…) per godersi meritatamente un periodo di pace e tranquillità a contatto con la natura di tale area?”. Marinaccio è un sostenitore della caccia, e aggiunge ‘“sostenitore dei cacciatori, quelli veri, quelli che rispettano l’ambiente e le regole”. Ecco perché ha deciso di rendere pubblica la sua disavventura con una lettera indirizzata al Prefetto, al Questore, al presidente A.T.C di Foggia, al Commissario del Parco Nazionale del Gargano, perché forme ‘di bracconaggio nelle aree interne del Parco, non dovrebbero esistere e il nostro polmone verde dovrebbe essere più sicuro per tutti, visitatori e proprietari. Un bracconiere con un fucile bello carico e cani al seguito, non dovrebbe girovagare tranquillamente nelle proprietà altrui, soprattutto ‘ se si parla di zona 1, quella di massima tutela. Ma nonostante tutto Nicandro Marinacci è ancora fiducioso, infatti ricorda di essere “uno dei padri putativi del Parco” e nonostante certe situazioni, né è ancora un sostenitore. Oltre ai bracconieri che organizzano battute di caccia ammazzando quel po’ di fauna autoctona che ancora sopravvive, non bisogna dimenticare i motociclisti che scorazzano per tutto il Parco spaventando la flora, i turisti che lasciano sporco il Parco e che spesso sono anche i responsabili di incendi, ma anche il raccoglitore di funghi che ne fanno incetta senza un po’ di controllo. Il grado di inciviltà in Capitanata, ha toccato dei picchi altissimi, per cui Marinacci sottolinea nella sua lettera aperta che i bracconieri “senza scrupoli ammazzano quel residuo di fauna autoctona, con baldanza e tracotanza di chi, avendo in mano un fucile, si sente padrone del mondo e sicuro dell’impunibilità per assenza di sporadici controlli”.

 

 —— è soprattutto il turismo a soffrirne

A perdere e soprattutto il turismo in quelle zone che sono ricettacolo di bracconieri e non più luoghi ideali per passare una giornata in famiglia all’aria aperta, in realtà le intenzioni ci sarebbero tutte ma manca ogni tipo “di tutela e salvaguardia non solo di flora e fauna, ma verso l’essere umano”. L’unico modo per ristabilire lo status quo, per Marinacci è la “presa di coscienza” da parte delle autorità perché, afferma: “questa terra o diventa veramente un parco o dobbiamo avere il coraggio e la coscienza di dire che tutti insieme abbiamo fallito e restituire questa terra a chiunque ne voglia fare uso e abuso”. Il suo accorato appello alle autorità, termina così: “Vale la pena tenerci tale Parco se dopo 15 anni dalla sua istituzione nulla è cambiato e niente è tutelato, perfino la vita di quei pochi avventurosi che in tali aree si recano per eventuali studi, ricerche e fruibilità? Dobbiamo continuare a farci sparare addosso da bracconieri senza scrupoli solo perché presi in flagrante potrebbero, per paura di essere denunciati, non lasciare traccia e neanche, eventualmente anima viva? Dobbiamo continuare ‘ad avere paura di creare allevamenti alternativi, masserie didattiche, luoghi di ristoro ecc? Tutto ciò perché alcuni furbi, delinquenti o idioti potrebbero, senza motivo, sparare su chiunque dovesse essere paladino della legalità!”

Carmen Petruzzi
Il Quotidiano di Foggia


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