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Rodi Garganico/ Agrumeti a rischio serve un progetto

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Per salvarli dalla globalizzazione e dall’incuria degli uomini.

 

Un nuovo progetto per agricoltura garganica, settore che, avendo da tempo il fiato grosso, rischia di perdere la sua identità. Un’area geografica con una sua specificità ben definita non può essere lasciata a se stessa con il rischio, più che concreto, di una sua desertificazione. La problematica viene sollevata dal responsabile del gruppo indipendenti di sinistra del circolo Rodi Garganico, Antonio Petrosino per il quale occorre che le istituzioni aprano un confronto per avviare un percorso virtuoso al fine di rivalutare un patrimonio, non solo economico ma anche ambientale. “Il quadro che abbiamo davanti – spiega Pestrosino – è di una perdita economica significativa per il mancato raccolto degli agrumi, ettari di agrumeti letteralmente abbandonati, decine e decine di aziende che rischiano di chiudere definitivamente”. Ragioni della crisi stanno, nella gran parte nella mancanza di un sistema di irrigazione e l’attività costante da parte dell’uomo. Tra le proposte di Petrosino c’è anche quella di pensare ad un riconversione della produzione: non sol agrumeti ma anche frutteti. L’agronomo Nello Biscotti, da sempre, sostiene che «l’agrumicoltura è la “nostra” storia, fatta di tipologie, sapori, caratteristiche e peculiarità di questa parte del territorio garganico».
Il dato di, fatto è che oggi gli agrumeti che si vogliono recuperare e salvaguardare sono altrettante “cartoline” dell’Italia che rischiano di sparire, insieme alla cultura e alla tradizione arrivate fino a noi nel corso dei secoli». Anche se le produzioni sono ormai antieconomiche e, per questo, gli agrumeti vengono sempre più frequentemente abbandonati, il loro saldo positivo lo raggiungono in termini di turismo, tutela del territorio e in bellezza per gli occhi. Quasi dieci secoli di storia. Gli agrumeti del Gargano, circoscritti in un’area di circa 800-1000 ettari compresi nei territori di Vico del Gargano, Rodi ed Ischitella, costituiscono ancora oggi un caratteristico tassello dei paesaggi agrari storici dell’Italia agricola. Una piccola oasi verde-cupo costruita in un angolo del roccioso promontorio garganico. Uno straordinario esempio di come esigue risorse ambientali (sorgenti, microclimi) siano state occasione di ricchezza e cultura. L’unico esempio di agrumi in tutta la fascia adriatica. Una testimonianza dei paesaggi agrari e del loro rapporto con le identità culturali delle società locali, che riguarda tutte le regioni mediterranee.

Francesco Mastropaolo


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