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Vieste/ Il PD “incassa” le dimissioni di Clemente. E spera nelle primarie

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Ragni: “La partita è ancora aperta. E’ soltanto più difficile”.

 

 Aldo Ragni non ci sta a vestire i panni del cospiratore della sconfitta del centrosinistra a Vieste. Ambienti garganici a lui vicini sostengono che la spaccatura del Partito democratico viestano sia
una netta conseguenza dell’agire politico degli ultimi mesi. Il vicecoordinatore regionale di Areadem, la minoranza interna al Pd che fa capo a Dario Franceschini e Piero Fassino, non ha alcun interesse personale a boicottare la candidatura del commercialista Mauro Clemente, designato all’unanimità all’inizio della scorsa estate. Oggi le dimissioni da segretario cittadino di Clemente, spiegano alcuni democratici legati a Ragni, rispecchiano il fallimento di un progetto politico, che stava perseguendo la strada dell’isolamento. L’atto impulsivo e affrettato delle dimissioni come viene giudicato da qualcuno, sarà l’argomento all’ordine del giorno del coordinamento cittadino previsto la prossima settimana. L’analisi critica e realistica, che il consigliere comunale affida ai suoi fedelissimi è molto semplice. Un pezzo di Pd viestano attendeva un bilancio da parte di Clemente, dal momento che la mediazione del gruppo dirigente del Pd e del candidato non è riuscita né a compattare la coalizione né ad allargarla. Inoltre continuano ad essere ignote le personalità che sembrerebbero, a detta di Clemente, disposte a scendere in campo con il Pd, pur da posizioni di terzietà. Nessuno conosce i nomi degli imprenditori intercettati, perché sono solo nella testa di qualcuno e nei desiderata dei dirigenti, si rumoreggia. Insomma, secondo l’area del Pd viestano che risponde a Ragni, non c’è alcuna alternativa alle Primarie. Aggregare quei pezzi di Pd che reclamano un’alternativa ad Ersilia Nobile, è il compito di chi nel centrosinistra a Vieste vuol vincere le elezioni. Ragni preferisce non fare i nomi dei possibili competitor dell’agone primario, non si sbilancia. AnnaMaria Giuffreda, il medico dibase, sorella dell’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, è una delle papabili, ma sembrano molto i viestani, piddini e non, nella società civile, che possono aspirare alla carica di primo cittadino e che hanno le “carte in regola dal punto di vista elettorale” per battere l’ex parlamentare Mimì Spina Diana e il centrodestra. “Nel Pd sono emerse negli ultimi tempi due posizioni politiche- rimarca al’Attacco il membro di Areadem- la prima, quella di Mauro, pretendeva di andare avanti anche senza l’appoggio di altre  forze, la seconda proponeva una discussione. Con le Primarie, con un lavoro di coalizione, non ci sarà lo spettro di amministrative in cui il centrosinistra concorre diviso”. E aggiunge, commentando i sospetti di chi lo addita come un vendicatore, in continua competizione col commercialista, o un conservatore, dedito a proteggere le sue rendite di posizione in città: “Non si può continuare a ragionare per personalismi: Clemente è segretario anche grazie al mio sostegno, è stato riconfermato a dicembre anche grazie al mio appoggio al congresso. E stato rieletto con un preciso mandato ricostruire la coalizione del centrosinistra in vista delle amministrative”. Una ricostruzione, che è ancora nella fase embrionale, laddove non completamente perduta. “Le Primarie rappresentano il più alto ed efficace strumento di mediazione, la mia domanda a Clemente è: perché non si vogliono disputare le Primarie? Perché teme una tale competizione? Anche a Manfredonia furono indette le Primarie e poi un candidato decise di ritirarsi”. Ragni ritiene che dallo strumento primario potrebbe essere legittimato un nuovo percorso unitario. “Dobbiamo ‘ organizzarle come partito, non dobbiamo farcele imporre da Sel, solo così potremo evitare il rischio che tanti paventano. Cosa significa, infatti, affermare che dalle primarie si delinerà una lista di sinistra radicale? Io sono il più moderato eppure sostengo le Primarie”. Ragni non ha paura di una scissione del Pd viestano né di un apparentamento con Mimì Spina Diana. “Spero prevalga un clima di serenità, le dimissioni di Clemente mi hanno stupito, ma non ho dubbi che rimarrà nel Pd: è nella segreteria provinciale, è responsabile del dipartimento Turismo ed appartiene alla cultura del partito democratico”. Il vice di Losacco in Regione non si sente responsabile del mancato allargamento della proposta del Pd né della probabile sconfitta del centrosinistra alle prossime amministrative. “Avremmo certamente perso se avessimo perseguito la strada della doppia candidatura nel centrosinistra- evidenzia sicuro- la partita è ancora aperta. È soltanto più difficile”.

ANTONELLA SOCCIO
L’Attacco


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