The news is by your side.

Il presidente dei “Trabucchi del Gargano” scrive ai soci e al Commissario del Parco

11

Con la presente comunicazione intendo mettere al corrente i Soci e gli Enti in indirizzo dei numerosi avvenimenti che hanno interessato la nostra Associazione e, quindi, i nostri soci. Allo scopo di conferire all’esposizione ordine e trasparenza, dovrò necessariamente procedere ad un’attenta analisi degli ultimi eventi.

 

SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE
Di questa ipotesi si parla con insistenza da qualche tempo. Se realizzata, aprirebbe le porte ad una nuova associazione ancora da progettare e realizzare. Si sono dette su questo tema le cose più 9 inverosimili, ma l’unica cosa corretta e decisiva per giungere a questo risultato non è stata mai detta: per sciogliere l’Associazione è necessaria la presenza e il voto favorevole dei 4/5 dei soci, secondo quanto dice l’art. 11 dello Statuto fornito dal Parco Nazionale del Gargano e firmato da ognuno di noi per accettazione.
Ebbene, fatta la conta dei voti dei trabucchisti di Vieste, questo quorum non lo raggiungiamo. Per farlo abbiamo bisogno dei voti dei trabucchisti di Peschici i quali non sappiamo fino a che punto vorranno sciogliere un’associazione per sostituirne un’altra di cui non farebbero parte, visti gli intenti della costituenda associazione. Il Comune di Vieste attribuisce a me la responsabilità dell’aborto sul nascere di questa nuova associazione. E’ una delle tante mistificazioni che il n/o Comune sta spargendo a larghe mani, e non da oggi, in materia di tabucchi. In realtà io, come Presidente, non ho alcun potere per procedere allo scioglimento. L’unica cosa che posso fare è metterlo all’ordine del giorno dell’assemblea e votarlo, ma in questa sede il mio voto è uguale agli altri; sarà decisivo, invece, il voto di Peschici che sicuramente non avremo, senza contare il voto di alcuni soci viestani, molto perplessi sulle vere finalità dell’associazione che verrà, se verrà.
Ma c’è di più e di peggio.
“Sin dall’agosto scorso avevo richiesto un incontro con Lei per illustrarLe con chiarezza la posizione dell’Associazione I trabucchi del Gargano con riferimento ai fatti accaduti . …“
“Da ultimo, e non meno importante, volevo convincerLa della assoluta illogicità di una contrapposizione tra l’Amministrazione e l’associazione, sia per quanto attiene alla valutazione degli avvenimenti passati che, soprattutto, per la pianficazione del futuro…..”  Il virgolettato è stralciato da una lunga lettera che l’avv. Nicola Zingrillo, mio legale, ha inviato al sindaco Nobile, a disposizione di chi voglia leggerla, lettera che dimostra in maniera inequivocabile che la n/a associazione per prima intendeva mettere fine al lungo contenzioso legale tra le due parti per giungere ad una pacificazione ed anche, perchè no, alla creazione di una nuova associazione dei trabucchi. Io stesso ho avuto incontri informali preliminari, prima con il Sindaco Nobile, quindi con funzionari da lei delegati. Si era giunti ad una intesa di massima, da perfezionare poi in un incontro successivo con i trabucchisti di Vieste.
Questo incontro è avvenuto la sera dell’11 novembre al Palazzo Municipale in cui tutti voi eravate presenti. A fronte dei 10-12 trabucchisti di Vieste, ci siamo trovati di fronte ad almeno 30 persone della più svariata umanità. Il Sindaco Nobile ha esordito dicendo: “La vecchia Associazione dei trabucchi non esiste più “. Io ho fatto un salto sulla sedia, possibile che l’Associazione si fosse sciolta a mia insaputa!? Poi gli interventi di funzionari e professionisti, più o meno accreditati che hanno sviluppato questo argomento: Se non si crea la nuova Associazione, le concessioni demaniali, in procinto di essere rilasciate, il Comune le potrebbe concedere a Società finanziarie, oppure a ricchi imprenditori, anche alla Marcegaglia…Al1’elenco è mancato solo Berlusconi! Uno spettacolo indecoroso, un’incredibile voltafaccia!
E allora lasciamo questa Amministrazione al suo destino, non lontano dal compiersi!
Ma devo aggiungere uno particolare che mi preme si conosca. Nelle trattative preliminari con il Comune di ‘Vieste avevo chiesto, come contropartita per una rappacificazione tra noi, solo un atto di giustizia per la nostra socia Anna Ranieri. Il discorso che faccio sul trabucco di Puntalunga è sempre lo stesso: Se fosse vero, come sostiene il Comune, che tutti i trabucchi sono privi di concessione demaniale, perchè è stato colpito, e con tanta durezza, solo Puntalunga di Anna Ranieri? E’ lecito che tutti i trabucchisti, pur dichiarati occupanti abusivi, si godano tranquillamente i loro manufatto, mentre Anna Ranieri lo debba guardare solo da lontano, vedendolo cadere a pezzi?
E’ questa la salvaguardia dei trabucchi che il Comune di Vieste ha strombazzato ai quattro venti?
Anna è l’unica donna del nostro gruppo, senza lavoro da due anni e con una madre seriamente malata. Ma un’amministrazione comunale non ha come primo impegno la solidarietà e la difesa dei
più deboli? Il Sindaco, non foss’altro che per solidarietà di genere, dovrebbe garantire maggiore equità. Il mio moto di tristezza è anche per Lei, Sindaco Nobile!

AUTORIZZAZIONI/CONCESSIONI DEMANIALI
Nel corso del famoso Tavolo Tecnico del gennaio scorso, il Comune di Vieste dichiarava solennemente di “assumere in prima persona i ‘onere di mantenere in concessione delle aree demaniali su cui insistono i trabucchi nel territorio….”.
Trascorso un anno da allora, quale realtà ad oggi? Intanto le concessioni sono ancora nel grembo di Giove!
Tutti i trabucchi deferiti alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo e un’istruttoria, che, incredibile a dirsi, parte dagli anni ‘70: due trabucchi colpiti da ordinanza di “non uso e non utilizzo “, in pratica sequestro e confisca messi insieme; un corposo contenzioso giudiziario aperto nei Tribunali, sia ordinario che amministrativo, in cui ci sta assistendo il n/o legale, avv. Zingrillo che in agosto ha fatto pervenire una memoria al giudice istruttore per chiarire i termini della
questione. – Un maremoto devastante avrebbe fatto meno danni ai nostri trabucchi!
I fatti: La n/a associazione ottenne nel 2004 dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia regolare autorizzazione ai sensi dell’art.55 per tutti i nostri trabucchi, secondo quanto indicato dal Comune in occasione del contratto di concessione dei suoli, fatta eccezione per Molinella, S. Felice, La Chianca, i soli che il Comune e la Capitaneria avevano affermato insistere su suolo. demaniale e quindi soggetti a concessione ai sensi dell’art. 36 del Codice della Navigazione, per i quali l’Agenzia del Demanio di Bari, termine ultimo del percorso autorizzativo, non intese pronunciarsi in merito alla nostra richiesta presentata nel 2004, facendola decadere per silenzio-rifiuto.
Sta di fatto che per i primi otto anni, gestione Presidente Cutolo, i nostri trabucchi hanno lavorato, operato, prosperato. Poi, all’improvviso, nel 2009, interviene il Comune di Vieste che dichiara fasulle le nostre autorizzazioni, sbagliati i confini demaniali individuati dai nostri tecnici e dai tecnici del Comune al momento della firma del contratto per la concessione dei suoli.
Finiamo tutti allegramente in Tribunale, ma, badate bene, solo noi di Vieste, Peschici no. Forse lì non valgono le stesse leggi!!! Comunque, sono contento per loro, hanno già tanti altri problemi.
A questo punto vado alla Capitaneria di Porto di Vieste e chiedo quali sarebbero stati i nuovi confini demaniali, visto che quelli individuati dal n/o tecnico, il geom.Vulcano, erano sbagliati.
Mi rispondono che ci sarà un apposito Tavolo Tecnico. Invece il Comune di Vieste, senza attendere alcun tavolo tecnico, affida queste misurazioni direttamente al geometra Vulcano, lo stesso incaricato da noi nel 2004 di curare le pratiche per il rinnovo delle concessioni ora ritenute errate dal Comune. Nel frattempo alla mia Associazione è arrivato un decreto ingiuntivo promosso dall’arch. Nicola Cirillo per la cifra di ben € 30.000 come compenso per le sue prestazioni professionali; sì proprio quelle prestazioni che aveva sempre sbandierato come libero e gratuito contributo alla causa dell’Associazione! Cirillo afferma in maniera plateale che le tavole tecniche presentate nel 2004 alla Capitaneria di Manfredonia dal geom. Vulcano erano le sue, copiate pari pari dal geom. Vulcano. La logica conclusione è che, se errore nelle misurazioni c’è stato, la responsabilità è da addebitare ai due tecnici, uno dei quali, Cirillo, ha l’ardire di presentare un conto esosissimo contro il quale abbiamo, naturalmente, proposto ricorso tramite il mio legale.
Mi fermo qui sull’argomento concessioni, sperando di avervi dato sufficienti chiarimenti.

SINISTRO PUNTA S. CROCE
Una pratica lunga e complessa, da seguire fino al suo esito finale: l’indennizzo.
Subito dopo il sinistro, dovuto all’infrangersi sul trabucco del Porto di un’imbarcazione a vela che aveva perso il controllo durante una burrasca (24 giugno 2010), ho incontrato il perito dell’assicurazione, il quale non conosceva i trabucchi e ha rimesso l’incarico. E’ subentrato un secondo perito, il quale non solo non conosceva i trabucchi, ma non sapeva neanche cosa fosse un’associazione o.n.l.u.s. quale è la nostra.
La pratica è allora passata alla succursale più vicina al paese dove risiede la proprietà della barca, Gradisca d’Isonzo, Gorizia. Questa ha constatato che nella casistica dei sinistri non esisteva un precedente di barca che si infrange e distrugge quasi completamente un trabucco. Allora la pratica è stata rimessa alla centrale delle Generali s.p.a. che ormai dovrebbe provvedere a risarcire il danno.
Naturalmente, il bonifico sarà versato sul c/c dell’associazione e reso noto non solo ai soci, ma anche alla stampa.

BILANCIO ECONOMICO 2010
In questo anno abbiamo speso molto, in parte per le vicende straordinarie legate al trabucco di Punta S.Croce, ma in gran parte per le spese legali dovute alle vicende giudiziarie in cui siamo impegnati per difendere le nostre giuste ragioni, ma non dobbiamo rammaricarcene: sono convinto che i soldi spesi, comunque, ci ritorneranno, quando la magistratura avrà definitivamente fatto chiarezza sulle responsabilità di ciascuno, per dare legalità e futuro ai nostri trabucchi.
In più nella n/a cassa devono entrare la terza tranche del 5 per 1000 e il risarcimento di cui sopra.
Di questo sarete informati più puntualmente con la relativa documentazione in occasione dell’Assemblea per l’approvazione del Bilancio da tenersi entro il 30 aprile 2011, se l’Associazione esisterà ancora e se sarò ancora Presidente.
Quindi, con un po’ di ottimismo, a breve potremo avere delle ulteriori risorse per i trabucchi in difficoltà, così come previsto dal nostro Statuto, pur nella consapevolezza che sulle nostre risorse economiche grava una grossa incognita: il Decreto ingiuntivo per € 30.000 che, indebitamente, pretende l’arch.Cirillo. Questa inquietante vicenda, già precedentemente accennata, deve esserci di memoria e di insegnamento per il futuro. Non dobbiamo dimenticare la sera dell’11 novembre scorso, riunione dei trabucchisti, in cui l’arch.Cirillo sembrava un funzionario aggiunto del Comune di Vieste. Non dobbiamo dimenticare le tante nostre assemblee durante le quali l’arch. Cirillo, estraneo alla n/a Associazione, in quanto non socio, ma solo invitato come tecnico che aveva seguito la prima fase progettuale per il recupero dei trabucchi, dichiarava ripetutamente di non pretendere niente perché agiva solo per passione e spirito di volontariato.
Ma non dobbiamo dimenticare neanche il sig. Maurizio Ursi, delegato nel 2009 dall’allora Presidente del Parco del Gargano, Giandiego Gatta, dopo le dimissioni di Franco Ruggirei, per aiutarci a dirimere la delicata questione della costruzione dei due trabucchi di Punta Porticello.
Lo ricordiamo bene mentre ci sventolava sotto il naso le parcelle, vere o presunte, dell’arch. Cirillo, o quando, in ogni suo scritto, ricordava i pretesi interessi privati dell’amico architetto, alla faccia del volontariato! Le tante cose che non tornano e che ho esposto in questa mia lunga comunicazione, le voglio sottoporre all’attenzione del Dott. Pecorella, attuale Commissario del Parco del Gargano, affinché, se può, se vuole, intervenga per restituire ai nostri trabucchi lo spirito e la lettera di quello Statuto che il Parco stesso volle darci nel 2001, data di nascita della nostra associazione.

Associazione onlus "I Trabucchi del Gargano"
Il Presidente
Vincenzo Spalatro


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright