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La notte di Natale tornano le streghe a Rignano Garganico

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Rituali magici per creare nuovi adepti, ma tutti hanno le bocche cucite e gli anziani tremano di paura al sol pensiero. noi vi sveliamo il loro segreto.

 

Chi non ha mai sentito parlare delle "Streghe di Natale"? Si tratta delle cosiddette "mascjiàrë" (fattucchiere), donne e uomini custodi di antiche pratiche magiche, capaci di preparare pozioni miracolose e guarire con semplici imposizioni di mani dai mali più comuni, come l’emicrania, il mal di pancia e "l’affascënaturë" (il malocchio). Di "streghe" rignanesi se ne contano negli anni a centinaia e alcune (o alcuni) sono tuttora in attività. Quella della "mascjiàrë" è una vicenda che si tramanda da secoli in tutto il meridione italico, dove "fattucchiere" buone si mischiano facilmente a "maghe" perfide e senza scrupoli. A Rignano Garganico, dicevamo, se ne conoscono in tante (o in tanti) e in molti si rivolgono quotidianamente a loro per togliere il malocchio. Maschi e femmine, senza distinzione di casta sociale o di età, possono imparare questa antica tradizione "guaritoria". L’unico giorno per diventare aspiranti "mascjiarë", tuttavia, è quello della notte di Natale, durante la quale le "maestre" o i "maestri" hanno licenza di insegnare ai propri "alunni" le tecniche magiche della guarigione o della "fattura". Su tale credenza, tuttavia, si conosce molto poco. Le "streghe di Natale", amano pronunciare a bassa voce le formule magiche apprese chissà da chi il 24 dicembre di chissà quale anno. Ma noi siamo riusciti ugualmente a scoprirne alcune. Vediamo quali e a cosa servono. Per guarire dal mal di pancia ci si affida alle cure della "maga" o del "mago" di turno. La guaritrice o il guaritore inizia a massaggiare la parte dolorante. Lo fa per tre volte. Dopodiché inizia a pronunciare una quasi incomprensibile litania in dialetto rignanese: "Santë Martinë e dalla Francë mënimë, sënza niscjuna canusciénzë, sotto pagghjë e sopë saramèntë, fa passà stu dulòrë dë véntrë. Jommë bbunë ë fémmëna ‘ngratë, dëlorë dë véntrë të sja passatë" (San Martino e dalla Francia veniamo, senza nessuna conoscenza, sotto la paglia e sopra i vitigni, fai passare questo dolore di ventre. Uomo buono e donna ingrata, dolore di ventre ti sia passato). La formuletta magica, in pratica, parla della storia di San Martino e di uno dei suoi miracoli. Per il mal di testa la formula è leggermente più corta: "Dë tuttë li jornë vé Natalë, dë duménëchë vé Pasquë, dë ggiuvëdì vé l’Ascenzionë, minë forë stu malucchjë" (di tutti i giorni viene Natale, di domenica viene Pasqua, di giovedì è l’Ascensione, butta fuori questo malocchio). Ovviamente, la fattucchiera o il fattucchiere di turno massaggia la fronte del malato, fino al termine del rituale. Il più delle volte, ma solo nel caso della "affascënaturë", si utilizza durante il rito una bacinella d’acqua, un bicchiere di olio d’oliva e una forbice in ferro. La "strega di Natale" unge un dito nel bicchiere e inizia a toccare la fronte del malato. Dopodiché butta una goccia d’olio nella bacinella. Questo avviene per tre volte. Se l’olio si dilata in acqua, sicuramente si è sotto l’effetto del malocchio. Per cui si deve necessariamente proseguire col rito fino a cinque o sette gocce. Se alla settima goccia d’olio la "fatturë" rimane, si interviene con le forbici che, a quanto pare, hanno il potere di guarire da "lu malucchijë dë fèrrë" (il malocchio di ferro). Strane storie? Tutte falsità? Sarà, intanto c’è chi ci crede e chi si appresterà anche quest’anno a diventare "strega di Natale".
 
Angelo Del Vecchio

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