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Morti bianche: protocollo regionale con Anmil e Federcasalinghe

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L’intesa firmata oggi da Vendola e Gentile.

 

 “L’idea è contagiosa e noi speriamo di contagiare tutto il resto del Paese”.
Lo ha detto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola presentando questa mattina a Bari presso la sala stampa della Presidenza, insieme con l’assessore regionale al Welfare Elena Gentile, le linee guida per l’accesso al Fondo di solidarietà regionale e il protocollo d’intesa con due associazioni che da anni sono impegnate nella tutela delle condizioni di lavoro e nell’assistenza alle famiglie, la Anmil e la Federcasalinche. L’idea contagiosa è quella di illuminare una zona molto buia, “quel luogo articolato che è il luogo domestico” dove il lavoro casalingo, sempre deprezzato, miete di continuo vittime che, da oggi in Puglia (unica regione in Italia), saranno riconosciute quali vittime sul lavoro. In altre parole il lavoro non retribuito sarà equiparato al lavoro retribuito nel momento in cui ci dovesse essere un infortunio mortale sul lavoro. D’ora in poi dunque, morire in Puglia per un incidente domestico nella propria casa, darà la possibilità alla famiglia del lavoratore o della lavoratrice, di accedere al Fondo solidaristico regionale (istituito con la Legge Regionale la 1 del 25.02.2010) così come al Fondo potranno accedere i familiari di donne e uomini deceduti a causa di incidenti nei luoghi di lavoro.
“Costruire scelte dalla parte delle donne – ha detto Vendola – è solo un parziale riconoscimento alle violenze cui quotidianamente sono sottoposte. Mi riferisco anche alla violenza istituzionale, laddove il consiglio regionale ha eletto solo 3 donne su 70 e il resto sono uomini e per questo nella mia giunta ho voluto sette donne e sette uomini. Escludere le donne è un’ingiustizia e un pregiudizio verso il futuro”. 
Il Fondo prevede l’erogazione ai familiari delle vittime di due somme: una a sostegno del reddito, l’altra, come misura una tantum, per il sostegno socio-educativo, scolastico, formativo e del tempo libero dei figli delle vittime, per un importo complessivo massimo, per il 2010, pari a € 8.000,00.
“Con questa buona pratica – ha continuato Vendola – certo non cambiamo le cose, ma segnaliamo la direzione che bisognerebbe imboccare perché il tema della casalinghitudine è un tema che finalmente lascia il tinello domestico per acquisire una dimensione più globale”.
Nel corso della conferenza stampa l’assessore Gentile ha sottoscritto anche il protocollo d’intesa con i rappresentanti di A.N.M.I.L. e Federcasalinghe. “Un protocollo non banale – ha detto l’assessore al Welfare – un nodo importante della rete di attenzione verso le donne che abbiamo  costruito in Puglia. Vorremmo in futuro evitare il triste primato che ancora contiamo per gli incidenti. Occorre prevenire ed educare nei luoghi di lavoro. Il Fondo di solidarietà rappresenta un altro importante tassello nella lotta alla rimozione delle cause che provocano mortalità nei luoghi di lavoro, al rispetto delle condizioni di sicurezza nell’ambiente di lavoro e di dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”. 
Per la presidente della Federcasalinghe Federica Gasparrini “occorre esprimere la solidarietà non solo con il telegramma ma anche con un assegno”. Poi l’impegno. “Faremo nostra – ha detto la Gasparrini – la vostra iniziativa e inviteremo le altre regioni a seguire la Puglia”
Anche  il presidente di Anmil, Dambrosio ha ringraziato la Puglia.
La semplificazione delle procedure e le procedute stesse sono state descritte dalla dirigente del settore Antonella Bisceglia.

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