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Sanità: rete ospedaliera efficiente e migliore assistenza territoriale

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Appello all’assessore Fiore della Fimmg, riunita a Bari.

 

 Un anno fà si celebravano a Bari gli “Stati Generali della Medicina”. In quell’occasione fu approvato un documento con il quale si affermava: “nonostante in questi ultimi quindici anni il Consiglio Regionale abbia approvato due Piani Sanitari Regionali, una legge di riforma del Servizio Sanitario Regionale e determinato l’accorpamento delle ASL, una vera e propria riforma del sistema non è stata ancora avviata e le tematiche di fondo del Sistema Sanitario Regionale che avrebbero necessità di essere riformate non sono state affrontate. In particolare resta irrisolto il tema della rete dell’assistenza ospedaliera, obsoleta e disorganizzata; l’assistenza territoriale è impoverita dalla mancanza di strutture e personale e non è collegata alle funzioni dell’ospedale; l’accreditamento e la partecipazione del privato sono in balia dell’improvvisazione in assenza di una qualsiasi programmazione; le condizioni strutturali delle sedi in cui si svolge “la medicina” sono in larga parte arcaiche e disumane; l’organizzazione dell’attività prevede indicatori solo quantitativi ed economici e non ha strumenti per la valutazione della qualità”.Le proposte avanzate allora dai medici (stati generali) sono di scottante attualità: “L’assistenza ospedaliera deve essere erogata in strutture idonee a garantire prestazioni appropriate in sicurezza e a costi sostenibili. I piccoli ospedali vanno chiusi in quanto strutturalmente non sono in grado di garantire prestazioni appropriate e nemmeno la sicurezza di utenti e operatori.La spesa sanitaria è correlata agli indicatori economici e sociali e non solo all’età dell’utenza: più il reddito è basso, maggiore è il disagio sociale, maggiori e meno curate sono le malattie.Ridurre l’inquinamento, in particolar modo nelle aree a forte insediamento industriale, significa abbattere la mortalità.  È necessario potenziare l’Assistenza Primaria attraverso forme organizzative sempre più complesse in grado di garantire l’insieme dei servizi di assistenza.Sussidiarietà e responsabilità sono principi la cui applicazione garantisce idonei modelli per la tutela della salute. Va garantita l’assistenza specialistica odontoiatrica: tra mutualità, fondi sanitari integrativi e terzo pagante.Il ruolo della sanità privata convenzionata in base a trasparenti indicatori di accreditamento ha una funzione fondamentale nel sistema al fine di garantire il diritto alla libera scelta del cittadino e rappresenta un utile strumento per sviluppare concorrenza ed integrazione.La qualità della formazione medica ed il potenziamento della ricerca scientifica medica debbono essere obiettivi strategici primari dell’organizzazione sanitaria”.“All’assessore Fiore chiediamo maggiore coraggio nell’affrontare le tematiche della sanità”, ha dichiarato il dott. Filippo Anelli – Segretario Generale della Fimmg Puglia. “Serve una nuova rete di ospedali, in grado di assicurare ai cittadini pugliesi una decorosa ed efficace assistenza. Servono soprattutto maggiori servizi territoriali in grado di sopperire alla chiusura di strutture ospedaliere non più idonee ad assicurare la migliore assistenza”.Il territorio è attualmente carente di figure professionali ed i cittadini sono costretti a sostenere da soli gli oneri, ad esempio, per l’assistenza infermieristica e specialistica. Molti cittadini, a causa della congiuntura sfavorevole, sono costretti a rinunciare alle cure per motivi economici.La rete della medicina generale, ben organizzata e distribuita sul territorio capillarmente, completamente informatizzata, può rappresentare lo strumento per assicurare quell’assistenza che i cittadini oggi chiedono impropriamente alle piccole strutture ospedaliere.Ad esempio, assicurare a tutti gli ipertesi pugliesi una visita cardiologica negli ambulatori dei medici di famiglia significa ridurre di un milione gli accessi in ospedale con i conseguenti riflessi positivi sulle liste di attesa, annosa questione della sanità italiana.“Ai politici chiediamo di rinunciare ad usare la sanità come strumento di lotta politica”, ha continuato il dott. Filippo Anelli. “Si facciano, invece, interpreti delle istanze dei cittadini coinvolgendo gli operatori sanitari nella ricerca delle soluzioni, in questo momento particolare in cui la riduzione dell’assistenza ospedaliera viene attuata mentre resta fermo il potenziamento di quella territoriale”.

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