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Sequestrate 18 tonnellate di pesce. 18 denunce, multe per 80mila euro

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Ostriche e frutti di mare privi di certificazioni, locali abusivi e sporchi, vasche e frigoriferi non a norma. Pesce scadente spacciato per baccalà. Il bilancio della maxi operazione della Guardia costiera contro le frodi alimentari a tutela delle tavole dei pugliesi durante il periodo delle festività natalizie.

 

Frutti di mare senza certificazione, pesce troppo piccolo per essere pescato, lavorato e conservato in locali abusivi e in condizioni igieniche precarie, prodotti ittici di basso costo spacciati per pregiati. Nel corso dell’operazione “Onda d’urto”, in svolgimento in questi giorni su tutto il territorio nazionale, i militari della Guardia Costiera di Bari hanno provveduto a sequestrare, in città e provincia, oltre 18 tonnellate di prodotto ittico, che era stato posto in commercio senza rispettare la normativa nazionale ed europea su conservazione, tracciabilità e rintracciabilità del pescato, nonché sulle taglie minime di cattura. Insieme ai veterinari e ai tecnici dell’Asl, si è proceduto anche al sequestro di 2 locali totalmente abusivi ove avveniva, in condizioni igieniche estremamente precarie, lo stoccaggio e la lavorazione. I sigilli sono stati apposti anche a 5 impianti frigoriferi non a norma e a 2 vasche, prive di autorizzazioni, che contenevano decine di esemplari vivi di capitone.

I prodotti sequestrati appartengono nella maggior parte dei casi alle specie dei frutti di mare e di prodotti in cattivo stato di conservazione o privi degli elementi necessari per accertarne la provenienza e la qualità. Sono stati, inoltre, accertati tentativi, ad opera di grossisti e dettaglianti, di frodare il consumatore attraverso la vendita, come specie pregiata, di prodotto ittico di basso costo. In particolare, presso un centro di distribuzione di Bari si è proceduto al sequestro di oltre 3000 chilogrammi di filetti appartenenti alle specie ittiche “Brosme”, “Molva”, “Ling”, commercializzati come “Baccalà” (specie più pregiata e costosa). In un altro caso, a seguito di controllo stradale a un autoarticolato, sono statti sequestrati 4.000 chilogrammi di ostriche, prive di qualsivoglia documentazione o informazione sulla provenienza e destinate a una nota pescheria di Bari.

Il personale specializzato del nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Bari sta effettuando ispezioni che interessano l’intera filiera della distribuzione (dettaglianti, ambulanti, pescherie, centri di grande distribuzione, depositi di prodotti ittici e magazzini del “freddo”). Complessivamente, sono state inoltrate all’Autorità Giudiziaria 18 comunicazioni di notizia di reato ed elevati 16 verbali di contestazione di illecito amministrativo per un totale di oltre 80.000 euro di sanzioni pecuniarie, oltre l’ingente valore commerciale del prodotto sequestrato che, verosimilmente, stava per essere immesso sul mercato per la consumazione e che, ove deperibile, è stato già distrutto.

Le attività continueranno anche nei prossimi giorni al fine di garantire che, durante il periodo di festività natalizie, sulle tavole dei consumatori baresi e pugliesi giungano prodotti ittici tracciati e sicuri.

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