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Vieste/ Morì per i ripetuti maltrattamenti inflitti 10 anni al compagno alcolista

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Pena ridotta in appello: l’imputato da tempo è ai domiciliari in una comunità di recupero. “Non volevo farle del male” dice in aula.

 

Concessione delle attenuanti generiche negate in primo grado e riduzione della condanna – da 12 anni e 4 mesi a 10 anni – per l’ex alcolista viestano Giuseppe Papagni di 47 anni che causò la morte della compagna Elizbieta Budzyn , polacca di 51 anni, vittima di maltrattamenti: fu ricoverata in ospedale il 27 luglio 2008 per le botte ricevute, morì dopo tre mesi, il 2 novembre. La corte d’assise d’appello di Bari ha confermatola condanna di Papagni per il reato di «morte come conseguenza di maltrattamenti in famiglia», concedendo all’imputato le attenuanti generiche visto il percorso riabilitativo da tempo intrapreso presso una comunità per il recupero di alcolisti: da qui la riduzione della condanna a 10 anni, a fronte dei 12 anni e 4 mesi inflitti dai gup del Tribunale di Foggia il 29 giugno 2009 al termine del processo abbreviato.
Papagni, che fu arrestato dai carabinieri viestani per maltrattamento nell’immediatezza del ricovero della donna, resta ai domiciliari presso una comunità tarantina. «Sono dispiaciuto per quello che ho
fatto, non volevo farle del male, ma in quel periodo bevevo» ha detto Papagni in aula, chiedendo ai giudici di dargli «una possibilità per rifarmi una vita: da tempo sono in comunità e mi rendo conto degli errori commessi». Anche il sostituto procuratore generale aveva chiestola riduzione di pena con la concessione delle attenuanti generiche, richiesta sulla quale si è soffermata il difensore, l’avv. Innocenza Starace che nel processo d’appello ha puntato sullo sconto di pena, rinunciando a portare avanti la tesi iniziale: seminfermità mentale e condanna per il reato meno grave di lesioni. Anche in appello le figlie della vittima si sono costituite parte civile con l’avv. Paolo Ferragonio: l’imputato dovrà risarcire i danni. Una storia di alcolismo e violenza dietro la tragica fme di Elizbieta Budzyn. Già in passato Papagni fu condannato a 18 mesi per aver picchiato la compagna: nel luglio 2008 la donna fu ricoverata all’ospedale di San Giovanni dopo l’ennesimo pestaggio: le botte – accertò l’autopsia – avevano provocato la perforazione dell’intestino e il decesso avvenuto in ospedale il 2 novembre 2008. In seguito alla morte della compagna (che aveva anche annotato su un diario il suo dramma), la posizione processuale dell’imputato si aggravò. Da tempo è ai domiciliari in una comunità e le relazioni positive sul suo percorso di recupero hanno avuto un peso nella decisione dei giudici di ridurgli la pena, grazie alle attenuanti come chiesto da accusa e difesa.

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