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Rifiuti, la Consulta ferma la Puglia: non può legiferare

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La competenza in tema di tutela dell’ambiente, in cui rientra la disciplina dei rifiuti, appartiene "in via esclusiva allo Stato". Lo sancisce la Corte Costituzionale nella sentenza 373 in cui precisa che "non sono perciò ammesse iniziative delle Regioni di regolamentare nel proprio ambito territoriale la materia pur in assenza della relativa disciplina statale". In particolare, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 3, comma 1, secondo periodo, e 6, comma 4, della legge della Regione Puglia 31 dicembre 2009, n. 36 (Norme per l’esercizio delle competenze in materia di gestione dei rifiuti in attuazione del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152).

La Corte Costituzionale annota ancora che "è bensì vero che questa Corte ha affermato che le Regioni, nell’esercizio delle loro competenze, debbono rispettare la normativa statale di tutela dell’ambiente, ma possono stabilire, per il raggiungimento dei fini propri delle loro competenze (in materia di tutela della salute, di governo del territorio, di valorizzazione dei beni ambientali, etc.), livelli di tutela più elevati".

Questi principi non sono però applicabili nella fattispecie, "in cui – si legge nella sentenza – la Regione non dichiara di intervenire nell’ambito della propria competenza, ma per regolamentare «gli ambiti di attività soggetti alla previa emanazione di disciplina statale nelle more della determinazione degli indirizzi nazionali, come nel caso dei criteri per l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani", con ciò invadendo la competenza.

FITTO: CONSULTA BOCCIA LEGGE PUGLIA, SERVE DIALOGO
«La sentenza con cui oggi la Corte Costituzionale ha ritenuto in parte illegittima un’altra Legge della Regione Puglia, la 36/09 in materia di rifiuti, dimostra quanto sia importante avviare nei fatti e, spero, da subito, quella stagione di dialogo e confronto tra Governo e Regione invocata ed auspicata nei giorni scorsi». Lo afferma in una nota il ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto.

«Applicando anche con la Regione Puglia quel metodo di confronto e conciliazione preventiva che da tempo adottiamo con altre Regioni su molte materie – aggiunge – eviteremmo continui ricorsi alla Consulta». «Ritengo invece – conclude – che dal confronto possano derivare effetti positivi per l’attività del Governo e della Regione e per il nostro territorio».

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