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Damone: “In un bilancio ‘lacrime e sangue’, tutto il fallimento di Vendola”

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Sintesi dell’intervento del presidente del gruppo consiliare Puglia Prima di tutto alla Regione Puglia, Francesco Damone sul Bilancio 2011: "Questo Bilancio ‘lacrime e sangue’, contrariamente a quanto- con la solita malafede- sta tentando di far credere ai Pugliesi il Governo Regionale, non nasce a seguito della manovra estiva di Tremonti ed alla successiva ‘Legge di stabilità’, grazie alle quali abbiamo schivato il rischio-Grecia.  Ed infatti esso è stato ampiamente anticipato il 15 marzo scorso, e cioè molto prima della Finanziaria di Tremonti del luglio successivo, con delibera n.658, non a caso pubblicata il 31 marzo successivo è cioè ad elezioni avvenute, con la quale Vendola tagliava alla chetichella 283 milioni di euro da un Bilancio trionfalistico approvato poco più di un mese prima, sulle cui promesse pure stava fondando la sua fantasmagorica campagna elettorale, a botta di costosissimi spots sull’universo mondo della comunicazione. Nè sono caduti come fulmini a ciel sereno sui capi immacolati di Vendola e compagni i tagli feroci alla Sanità pugliese di cui ad un Piano di rientro che essi stessi hanno proposto, ed al quale si erano da soli condannati quando avevano sfondato nel 2006 per la prima volta il ‘Patto di stabilità’. Se il governo nazionale non avesse accettato tale piano, sbloccando così 500 milioni di euro a suo favore, Vendola nei prossimi mesi non sarebbe stato in grado di pagare gli stipendi a medici ed infermieri. Ma mentre il Nostro non esitava a chiudere Ospedali, tagliare posti-letto e bloccare il turn-over degli operatori sanitari, con conseguente depauperamento complessivo della Sanità pugliese, si irrigidiva a difesa delle cosiddette ‘internalizzazioni’, ingannando consapevolmente gli interessati, che – se veramente si fossero voluto favorire – non si sarebbe atteso per fingere di farlo gli ultimi giorni della legislatura. Quanto agli sforamenti del ‘Patto di stabilità’ cui si devono i disastri di questi mesi, in una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno l’Assessore al Bilancio Pelillo, addirittura se ne vantava, perchè così si sarebbe salvata- niente meno che- l’economia pugliese. Ed infatti laPuglia di Vendola detiene nettamente il record nazionale di perdita di occupazione negli ultimi due anni, e cioè nel periodo in cui sono entrate a regime le politiche anti-industriali di uno degli ultimi comunisti del mondo. In una recente graduatoria redatta dal ‘Sole24ore’ sulle performances di tutte le Regioni d’Italia negli ultimi due anni, la Puglia detiene l’ultimo posto in materia di economia, ed il terzultimo in materia di Sanità e d’Ambiente, nonchè il terzultimo assoluto.L’Agricoltura pugliese versa in agonia, a causa anche e soprattutto del fatto che la Regione Puglia è stata l’ultima d’Italia a definire ed avviare il PSR.Quanto alle infrastrutture strategiche, non ce ne sarà una che resterà ai Pugliesi a ricordo dell’era-Vendola. Avere rinunciato all’abbattimento dell’IRAP per le nuove imprese non porterà un euro in più nelle casse della Regione, essendo le imprese a realizzarsi ancora virtuali, ma in compenso creerà un’ulteriore barriera ai nostri confini nei confronti di nuovi insediamenti, a conferma della scelta del ‘tanto peggio, tanto meglio’ che l’ultimo governo comunista del mondo libero sta praticando. Se l’ultima bozza di decreto attuativo del federalismo fiscale andasse in porto, Vendola decadrebbe automaticamente dalla carica di presidente della Regione. Egli infatti, nelle condizioni previste da tale decreto per la decadenza, c’è dentro fino al collo. Ma la ragione principale di una sua urgente rimozione è il carattere sempre più scopertamente eversivo del suo governo, documentato negli ultimi giorni da una impressionante sequela di annullamenti da parte della Corte Costituzionale, per di più sui temi forti della propaganda vendoliana quali il nucleare, l’acqua, le assunzioni in Sanità, le energie alternative. C’è una prova-regina che dimostra inconfutabilmente la consapevolezza dello stesso Governatore dei disastri che ha combinato. Ed è la sua fretta di abbandonare al più presto questa Regione al suo destino".

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