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Peschici/ Liberati altri 4 indagati

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Arrestati ad inizio del mese nel blitz clessidra per presunti appalti pilotati al comune. E i giudici esamineranno i ricorsi di sindaco e assessore.

 

Scarcerati e/o revocati i domiciliari ad altri quattro indagati del blitz «Clessidra» su presunti appalti pilotati al Comune di Peschici per favorire imprenditori e amministratori, che il 3 dicembre portò, all’emissione di 23 ordinanze di custodia cautelare: 11 in carcere e 12 ai domiciliari, coinvolgendo sindaco, assessore, consigliere comunale, tecnici e dipendenti comunali, vigili urbani e imprenditori locali e di Foggia. I 29 indagati dell’inchiesta (sei a piede libero) sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, truffa, falso, turbativa d’asta, estorsione per fatti avvenuti a partire da novembre 2008.
Il Tribunale della libertà di Bari alla vigilia di Natale ha scarcerato Emanuele De Nittis imprenditore peschiciano; ed il compaesano Rocco Tavaglione detenuti in carcere dal giorno del blitz dei carabinieri in quanto accusati di estorsione (si dicono innocenti) perché avrebbero minacciato imprenditori di Cagnano Varano perché non partecipassero ad un appalto del Comune di Peschici. I giudici del riesame hanno invece ritenuto attenuate le esigenze cautelari e trasferito dal carcere agli arresti domiciliari Giovanni De Nittis, imprenditore di Peschici, presidente della cooperativa «Omnibus» accusato di concorso in estorsione con Emanuele De Nittis e Tavaglione, ma anche di associazione per delinquere, turbativa d’asta, truffa, corruzione (i tre indagati sono difesi dagli Michele Arena e Giancarlo Chiariello).
Revocati infine i domiciliari, è tornato in libertà – sempre su decisione del Tribunale della libertà – Michele Marino, dipendente comunale preposto all’ufficio protocollo, accusato di concorso in turbativa d’asta (tra i coindagati ci seno un avvocato e un imprenditore che pure nei giorni scorsi si sono visti revocare i domiciliari, come già pubblicato) nell’appalto per la fornitura di gasolio in alcuni stabili e uffici del Comune: Marino, che si dice innocente, è difeso dall’avv Gianluca Ursitti. Delle 11 persone finite in cella in occasione del blitz due sono state scarcerate, e 9 restano ai domiciliari; delle 12 per i quali il gip di Lucera aveva disposto i domiciliari, una metà sono state rimesse in libertà. Nei prossimi giorni i giudici del riesame torneranno ad occuparsi del blitz «Clessidra», esaminando i ricorsi difensivi dei principali indagati dell’inchiesta attualmente posti ai domiciliari, tra cui il sindaco.

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