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Sanità Puglia/ Al lavoro la Cabina di Regia

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Dopo l’8 gennaio il piano di riordino ospedaliero approderà in III Commissione.

 

La sanità tornerà a far discutere Puglia e Capitanata solo dopo l’8 gennaio, quando il piano di rientro approderà in commissione regionale sanità. E con esso i tagli a posti letto e personale nel pubblico e nel privato, visto il blocco del turn-over fino a fine 2012. Nel frattempo le critiche piovute da ogni parte (anche dallo stesso centrosinistra) sulla mancata concertazione con i territori sono sfociate in una cabina di regia regionale che fino al 30 gennaio recepirà le proposte delle comunità locali per offrire all’assessorato Sanità una sintesi di modifiche da apportare all’indigesto piano di riordino ospedaliero. L’organismo è formato dai 4 capigruppo di maggioranza (per la Capitanata il dipietrista Orazio Schiavone) e dallo stesso assessore Fiore. “Fermi restando i saldi” si affrettano a dire da via Capruzzi. Diktat che i sindaci hanno ben compreso e che si apprestano a superare con loro proposte. “Ok ad una riduzione posti letto che va però preceduta innanzitutto da una riduzione delle spese per il personale amministrativo così da contenere i costi lasciando in piedi le tre unità operative” fanno sapere da San Marco in Lamis, dove il sindaco Michelangelo Lombardi ha convocato per questa sera un vertice di maggioranza mentre domani incontrerà gli operatori sanitari dell’Umberto I. Sulla stessa linea si collocano i primi cittadini di Torremaggiore e Monte S.Angelo, decisi a fare fronte comune mentre domani Orazio Schiavone dovrebbe essere agli Ospedali Riuniti per fare il punto della situazione accompagnato dal presidente della commissione sanità Dino Marino, le cui rassicurazioni in giro per la Capitanata rispetto ai tagli vendoliani hanno scatenato le ire della SEL foggiana. E mentre ci si arrovella solo su dove e come tagliare (la Capitanata perde 257 posti letto nel pubblico, più un’ottantina a S. Giovanni mentre resta l’incognita del privato che ricorda a Vendola come in Capitanata abbia già dato) arriva una stella al merito per l’ospedale di Lucera, che con il piano di riordino dovrebbe perdere 30 posti letto. L’alt arriva da tutt’altra regione, la Campania, nello specifico l’Asl di Benevento, che riconoscendo l’importanza del presidio lucerino per le piccole comunità del beneventano che in pochi minuti riescono a raggiungere il centro federiciano tramite statale 7, punta a siglare con il Lastaria un accordo di confine. Il che garantirebbe un grado di mobilitù verso l’interno non indifferente e con esso denaro dalle casse beneventane e quelle pugliesi in una regione, la Puglia appunto, che paga peraltro un prezzo altissimo in mobilità extraregionale. Anche questa è una strada per far cassa. Non solo il contenimento dei costi ma la creazione di poli d’attrazione. La scelta naturalmente è tutta politica.

Giovanna Greco


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