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Sanità in Puglia/ Verso nuovi tagli e la tensione sale

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Il piano di riordino ospedaliero pugliese deve ancora entrare nel vivo, ma tensione sale sempre più. Le prime dismissioni sono già avvenute negli ospedali di Bitonto, Ruvo e Santeramo, mentre le successive partiranno la prossima settimana. Lunedì, infatti, l’as – sessore competente, Tommaso Fiore, si confronterà con la commissione sanità regionale. L’altro passo previsto è per il giorno 15 quando i progressi nell’attuazione del piano andranno alla verifica in sede nazionale. Dopo, presumibilmente a partire dall’inizio di febbraio, scatterà la parte più consistente del piano che prevede il taglio di 1413 posti letto.

«Non è concepibile l’ipotesi che nell’ospedale “Vito Fazzi”, e più in generale nella Asl Lecce, non si effettuino più parti indolori, ossia interventi di analgesia epidurale, nonostante lo straordinario accoglimento che tale servizio ha giustamente registrato presso le nostre partorienti». Lo affermano in una nota di protesta i consiglieri regionali del centrodestra Rocco Palese, Saverio Congedo, Roberto Marti, Mario Vadrucci, Antonio Barba (Pdl) ed Andrea Caroppo (Puglia Prima di Tutto).
«Tra gli amari effetti di un piano di rientro che Vendola non ha subito ma proposto al fine di rimediare al suo malgoverno quinquennale (con riferimento al quale non ci risulta alcuna resistenza da parte del governatore in ordine al taglio di ospedali, reparti ed assunzioni di medici ed infermieri, anche perché da lui stesso proposti) – affermano i consiglieri – non possono e non devono rientrare autentiche regressioni nella nostra sanità, come nel caso del taglio del parto indolore al Fazzi o di quello della Pet presso la stessa Asl».

«Sull’argomento attendiamo dalle sostenitrici e dai sostenitori dell’attuale maggioranza regionale – aggiungono – comportamenti concreti e risolutivi, e non il solito giochetto truffaldino delle due parti in commedia, ossia dello sdoppiamento furbesco e cinico del partito al tempo stesso di lotta e di governo. Se non si condividono talune scelte, si può anche scegliere di testimoniare tale dissenso attraverso una dissociazione reale che giunga fino alle dimissioni da incarichi e prebende». «Per quanto ci riguarda – concludono i consiglieri – ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare che il diritto alla salute sia irrimediabilmente compromesso dagli effetti e dalle scelte del malgoverno vendoliano».

Ma proteste arrivano anche dall’Udc. «Il bisturi del piano sanitario si sta già abbattendo sui nostri ospedali ma ho l’impressione che non sia stata utilizzata alcuna anestesia», commenta il consigliere regionale Pe ppino Longo. «In provincia di Bari sono già tre le strutture ospedaliere che hanno subito i primi tagli – evidenzia Longo – il tutto però non senza conseguenze. Personalmente avrei preferito che l’assessore Fiore avesse un confronto con i cittadini ed il personale degli ospedali colpiti dalla scure dei tagli spiegandone le motivazioni. Questo non è ancora avvenuto ed il risultato è che in molti si sentono penalizzati dalle scelte senza comprenderne i motivi». «In questi giorni – prosegue l’esponente Udc – bisognerà puntare la lente di ingrandimento sui nosocomi in cui ci sono già stati i provvedimenti di chiusura dei reparti per poter verificare se le scelte sono state giuste o sbagliate». «Personalmente, e come consigliere Udc – conclude Longo – confermo la disponibilità ad una verifica attenta con l’obiettivo di tutelare al massimo i cittadini.

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