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A proposito sulle norme sulla sicurezza degli impianti

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L’ingegnere Franco Di Cosmo risponde.

 

L’art.5 del DM 37 (Norme sulla sicurezza degli impianti) impone la redazione di un progetto in tutti i casi di installazione, trasformazione e ampliamento degli impianti.
Obbligo di progetto:
– impianti elettrici, di protezione contro le scariche atmosferiche e per l’automazione di porte, cancelli e barriere, per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative;
– impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo di potenza complessiva maggiore di 1200 VA;
– impianti elettrici, di protezione contro le scariche atmosferiche e per l’automazione di porte, cancelli e barriere, relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o qualora la superficie superi i 200 m²;
– impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio, nonchè per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 m³;
– impianti radiotelevisivi, relativi agli impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione;
– impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione, dotati di canne fumarie collettive ramificate, nonchè impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora;
– impianti del gas, relativi alla distribuzione e l’utilizzazione di gas combustibili con portata termica superiore a 50 kW o dotati di canne fumarie collettive ramificate, o impianti relativi a gas medicali per uso ospedaliero e simili, compreso lo stoccaggio;
– impianti di protezione antincendio, se sono inseriti in un’attività soggetta al rilascio del certificato prevenzione incendi e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a 10.
I progetti degli impianti devono essere elaborati secondo la regola dell’arte; conformi alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e alle norme dell’UNI, del CE! o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea.
I progetti devono contenere almeno gli schemi dell’impianto e i disegni planimetrici nonchè una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell’installazione, della trasformazione o dell’ampliamento dell’impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. Pertanto tutti i progetti devono essere redatti utilizzando la medesima simbologia.

Franco Di Cosmo

 

Sig. Franco Di Cosmo,

per capire meglio la questione in quanto non mi è molto chiara, vorrei porre delle domande:
– il DM 37 di quale anno?
– a chi vanno sottoposti i progetti, che presumo debbano avere delle richieste a cui sono allegate?
– deve essere quindi rilasciata una autorizzazione di qualche ente anche se si fanno piccoli lavori in casa?
– come si cozza con la comunicazione al sindaco del comune di attività di edilizia libera ai sensi delle vigenti normative, per piccoli lavori interni alle abitazioni che comportano anche spostamento di tramezzi e conseguentement e di impianti elettrici?

 

 

 

Risposte

D – il DM 37 di quale anno?:
R – Decreto 22 gennaio 2008 – G.U. n. 61 del 12 marzo 2008.

D – a chi vanno sottoposti i progetti, che presumo debbano avere delle richieste a cui sono allegate?:
R – Art. 11. Deposito presso lo sportello unico per l’edilizia del progetto, della dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo.
Per il rifacimento o l’installazione di nuovi impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), d), e), g) ed h), relativi ad edifici per i quali è già stato rilasciato il certificato di agibilità, fermi restando gli obblighi di acquisizione di atti di assenso comunque denominati, l’impresa installatrice deposita, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l’edilizia, di cui all’articolo 5 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 del comune ove ha sede l’impianto, la dichiarazione di conformità ed il progetto redatto ai sensi dell’articolo 5, o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.
Per le opere di installazione, di trasformazione e di ampliamento di impianti che sono connesse ad interventi edilizi subordinati a permesso di costruire ovvero a denuncia di inizio di attività, di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il soggetto titolare del permesso di costruire o il oggetto che ha presentato la denuncia di inizio di attività deposita il progetto degli impianti da realizzare presso lo sportello unico per l’edilizia del comune ove deve essere realizzato l’intervento, contestualmente al progetto edilizio.
Lo sportello unico di cui all’articolo 5 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, inoltra copia della dichiarazione di conformità alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle imprese o dell’albo provinciale delle imprese artigiane, alle contestazioni e notificazioni, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, delle eventuali violazioni accertate, ed alla irrogazione delle sanzioni pecuniarie ai sensi degli articoli 20, comma 1, e 42, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

D – deve essere quindi rilasciata una autorizzazione di qualche ente anche se si fanno piccoli lavori in casa?:
R – Parziale rifacimento dell’impianto
Quanto alla dichiarazione di confor­mità, il Regolamento disciplina il caso di modifiche degli impianti preesistenti affermando che la dichiarazione viene rilasciata al termine dei lavori previa ef­fettuazione delle verifiche previste dal­la normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto (articolo 7, comma 1), specifica che la dichiarazione, riferendosi alla sola parte dell’impianto oggetto dell’opera di rifacimento par­ziale, tiene conto della sicurezza e della funzionalità dell’intero impianto e deve espressamente indicare la “compatibili­tà tecnica con le condizioni preesistenti dell’ impianto.”
La nota è chiara nel ricondurre la respon­sabilità dell’installatore esclusivamente agli interventi effettuati, fermo restando il suo obbligo di verificare che il nuovo inter­vento non determini situazioni di perico­lo in relazione alle condizioni dell’impian­to sul quale interviene la modifica.

D – come si cozza con la comunicazione al sindaco del comune di attività di edilizia libera ai sensi delle vigenti normative, per piccoli lavori interni alle abitazioni che comportano anche spostamento di tramezzi e conseguentemente di impianti elettrici?:
R – Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
– gli interventi di manutenzione ordinaria;
– gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
– gli interventi sugli impianti tecnologici, ecc..
Nel rispetto dei medesimi presupposti, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi:
– gli interventi di manutenzione straordinaria, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne con relativi impianti, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
– le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un breve periodo;
– le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
– i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
Limitatamente agli interventi, l’interessato, unitamente alla comunicazione di inizio dei lavori, trasmette all’amministrazione comunale una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

Spero di essere stato esaudiente, comunque a disposizione.

Franco Di Cosmo


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