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“PER NON DISPERDERE IL LAVORO FATTO, AUSPICO CHE TUTTI POSSANO RIUNIRSI IN UN’UNICA ASSOCIAZIONE”

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Intervista a Pasquale Del Giudice presidente dell’Associazione "Il Trabucco Garganico"

 

Perché vi siete costituiti in associazione?
«L’associazione denominata «Il trabucco garganico» è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus) che ha come scopo esclusivo il fine di solidarietà sociale mediante: la conservazione, la tutela e la valorizzazione dei trabucchi del Gargano; la salvaguardia e la tutela della natura e dell’ambiente nel cui territorio insistono i trabucchi; la valorizzazione e la promozione delle tradizioni storiche della pesca in uso sui trabucchi. Per attuare concretamente i propri scopi, l’associazione svolgerà le seguenti attività: studi riguardanti le origini storiche dei trabucchi; individuazione dei siti storici dei trabucchi esistenti e di quelli ormai scomparsi; realizzazione di corsi didattici al fine di diffondere l’antica pesca  praticata sui trabucchi; realizzazione di mostre, filmati e concorsi fotografici riguardanti i trabucchi; realizzazione di fiere e sagre per promuovere attività aventi ad oggetto i prodotti della pesca; dimostrazioni a scopo didattico della pesca tradizionale da proporre a studenti e turisti; collaborazione con il Comune di Vieste e con il Parco Nazionale del Gargano finalizzata alla prevenzione di incendi e/o altri abusi di natura ambientale; escursioni programmate per visitare i trabucchi da realizzarsi sia via mare che via terra».
 

Chi sono i rappresentati nei vari organismi sociali: vice presidente, consiglio direttivo, revisore dei conti, probiviri?
«L’assemblea dei soci riunitasi ufficialmente il 10 dicembre 2010 ha nominato i seguenti rappresentanti: vice presidente Maurizio Ursi; il consiglio direttivo è composto da Pasquale Del Giudice architetto, Carlantonio Nobile avvocato, Maurizio Ursi operatore turistico, Sergio Ruggieri ragioniere; revisore dei conti Matteo Tantimonaco ragioniere; collegio dei probiviri: avvocato Carlantonio Nobile, Pasquale Quitadamo, Michele Clemente, Giuseppe Langianese».
Visto che era già operante un’associazione che da tempo si occupa dei trabucchi, perché farne un’altra?
«Nell’ambito della vecchia associazione si sono create divergenze di opinioni che hanno portato all’allontanamento di alcuni soci facendo venir meno i comuni intenti. Il perdurare di tale incresciosa situazione ha portato di conseguenza al lento e graduale deperimento della quasi totalità dei trabucchi e al venir meno delle attività e iniziative statutarie. A tal proposito, mi preme sottolineare che il sottoscritto fu interpellato già nel mese di maggio 2010 con l’intento di risolvere alcuni aspetti tecnico-amministrativi e problemi emersi nell’ambito del dibattito interno all’Associazione. A seguito di ciò ebbi diversi incontri con il presidente dell’altra Associazione, il maestro Vincenzo Spalatro. Difatti, il mio interessamento, ebbi più volte a sottolineargli, era dovuto alla forte preoccupazione che, l’impossibilità di gestire al meglio l’utilizzo e la fruizione dei trabucchi, potesse causarne l’inesorabile degrado con la conseguente perdita di uno tra i più importanti patrimoni storico-architettonici che possa vantare il nostro territorio. Molte questioni rimaste insolute hanno portato alla determinazione dei vecchi soci di rifondare l’Associazione mettendo da parte ogni sterile polemica e regolamentare le concessioni demaniali, pur di riavviare tutte le attività statutarie». 
Si parla di un vostro interesse per la gestione del Centro Visita del Parco del Gargano di Vieste, ovvero dei locali dell’ex convento dei Cappuccini…
«Al momento,  tra le esigenze prioritarie dell’Associazione è quella di stabilire una sede sociale in un luogo fisico rappresentativo, e poiché i locali del Centro Visite del Parco Nazionale del Gargano si prestano a tale scopo, non è esclusa la possibilità da parte dell’Associazione di formalizzare una  richiesta all’Amministrazione comunale compatibili con le proprie aspettative e necessità».
Vi occuperete solo dei trabucchi di Vieste od anche di quelli di Peschici?
«L’associazione non ha preclusioni alcune. Pertanto, nel rispetto delle norme statutarie, chiunque potrà entrare a farne parte».
Quali progetti avete in animo di attivare da subito?
«Per prima cosa richiedere, nei termini di legge, la concessione dei trabucchi al Comune di Vieste al fine di riavviare tutte le attività e iniziative per il loro mantenimento ed utilizzo. Inoltre. E’ già stato redatto un primo programma di iniziative da intraprendere nell’immediato relativamente alla creazione di un sito web al fine di promuovere la conoscenza e le iniziative legate a queste particolarissime «macchine da pesca» indirizzandolo ad un pubblico più vasto interessato alla conoscenza del territorio garganico anche dal punto di vista paesaggistico e culturale; alla realizzazione di una pubblicazione cartacea che parli dello stretto legame tra i trabucchi garganici e il territorio in cui insistono, la storia, le tecniche costruttive, i periodi in cui effettuare la pesca, con l’ausilio di disegni grafici e immagini,  al fine di tramandare alle nuove generazioni la conoscenza delle tecniche di mantenimento e corretto utilizzo di un patrimonio collettivo altrimenti a rischio di sopravvivenza. E’ prevista la richiesta di inserimento dei trabucchi garganici tra i siti di interesse protetti dall’Unesco, organizzazione mondiale che ha come prerogativa il «sapere» come incentivo all’interscambio tra i popoli, contro l’incuria e l’ignoranza, veicoli di speculazione e ostacoli alla loro realizzazione. Difatti, compito dell’Unesco è riuscire a contrastare questi processi perché è oggi indispensabile che l’umanità riconosca il proprio patrimonio per poter preservare insieme ad esso anche se stessa. L’educazione e la consapevolezza possono innescare un processo attivo di mantenimento di una cultura diffusa che renda spontaneo il rispetto dei beni storici e della natura. I trabucchi garganici sono, a mio avviso, un esempio architettonico di valore universale in quanto costituiscono una testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una tradizione culturale quasi scomparsa. Essi offrono un esempio eminente di un tipo di costruzione illustrante un periodo significativo della storia locale meritevoli di particolari attenzioni».

E’ vero che l’Amministrazione comunale ha sostenuto questa vostra iniziativa? In contrasto a quella già esistente?
«Personalmente, ritengo che l’Amministrazione comunale non abbia alcun interesse a favorire l’una o l’altra associazione, bensì quella di preservare fisicamente i trabucchi, riconoscendone l’alto valore storico e architettonico qualificante l’immagine turistica del proprio paese».
I soci che eventualmente appartenevano all’associazione già operante dovranno lasciarla?
«Non vi è nessun vincolo ostativo. E’ una scelta che ogni singolo socio potrà effettuare liberamente».
Quali sono i rapporti con il presidente dell’altra associazione, Enzo Spalatro?
«I rapporti interpersonali sono ottimi. Vincenzo Spalato è stato il mio maestro delle scuole elementari. Mi legano a lui ricordi particolarmente piacevoli che appartengono alla sfera emozionale. La sua sensibilità, la sua estrosità, il suo metodo d’insegnamento sono stati determinanti per la mia formazione culturale. Gli devo molto. In merito alla nuova Associazione, credo che qualsivoglia discussione tra posizioni apparentemente contrapposte se fatte in termini dialettici costruttivi non possano che giovare al fine comune che è quello della salvaguardia e valorizzazione dei trabucchi».
C’è l’intenzione di collaborare per unificare le due associazioni?
«Il mio sforzo personale è stato sin dal primo momento quello di non disperdere tutto il patrimonio umano e il lavoro messo in piedi in tanti anni di attività dalla vecchia Associazione, per cui auspico che quanto prima tutti i soci possano riunirsi in un’unica Associazione».


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