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Caccia allo straniero ecco come assumerli

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La paga minima: 417 euro.

 

Il tariffario degli sciacalli è da brividi freddi. Da giorni è partita la caccia agli stranieri senza permesso di soggiorno e che sperano di regolarizzarsi grazie al decreto flussi che mette a disposizione per tutta l’Italia 98mila e 80 quote. Sciacalli non solo italiani. C’è un giro sporco – denunciano alcuni rappresentanti delle associazioni «di» e «per» immigrati – anche tra gli stranieri presenti in città. Promettono assunzioni certe in cambio di soldi. Ed eccolo il tariffario degli sciacalli: ai cittadini del Bangladesh chiedono non meno di 7mila euro e fino a 10mila euro; ai marocchini da 5 a 7mila; 8mila è la cifra media chiesta a indiani, mauriziani, pakistani e srilankesi.

Fino a 8mila euro «il pizzo» preteso dai georgiani. Cifre che prevedono la spartizione della torta: metà del «contributo» viene versato all’imprenditore complice, il più delle volte italiano. Più bassa, ma non per questo meno grave, la «tariffa» pretesa dai datori di lavoro baresi: non supera, secondo le gole profonde, i 5mila euro. E allora vale la pena ribadire che nessuno può garantire nulla perché il sistema prevede procedure telematiche non manipolabili. Inutile pagare: vince chi arriva prima e siamo davanti a una sorta di lotteria informatica. Allora, meglio dare consigli pratici.

Scadenze e tempi. Bisogna aver scaricato dal sito del ministero (www.interno.it) l’applicativo che consente di preparare la domanda di assunzione da inviare via Internet. Ma per l’invio bisogna aspettare la fine del mese. In particolare: le 8 del mattino di lunedì 31 gennaio per un lavoratore delle nazionalità privilegiate (Egitto, Moldavia, Albania, Marocco, Tunisia, Filippine, Sri Lanka, Bangladesh, Ghana, Senegal, India, Perù, Ucraina, Nigeria, Pakistan, Algeria, Niger, Gambia, Somalia o altri purché non colf e badanti).

Le altre scadenze sono le 8 del mattino di mercoledì 2 febbraio, solo per colf e badanti degli altri Paesi non privilegiati e le 8 del mattino di giovedì 3 febbraio per i permessi in caso di studio o tirocinio. Dunque, massima attenzione alla nazionalità: se rientra tra quelle privilegiate il click day è il 31; stesso giorno se si vuole assumere il lavoratore non come colf né come badante e baby sitter e se non rientra tra le nazionalità privilegiate. Per colf e badanti non delle nazionalità privilegiate (ad esempio: le georgiane) il click day è per le 8 di mercoledì 2 febbraio.

È importante arrivare primi. Una volta inviata la domanda sul computer apparirà una ricevuta che bisogna stampare. Il foglio conterrà il numero della pratica, i nomi del richiedente e del lavoratore, ma soprattutto l’orario in cui la pratica è stata accettata dal sistema. Attenzione, l’orario non coinciderà con quello d’invio, e questo perché sono necessari alcuni minuti prima che il sistema elabori la richiesta. Arrivare primi è importante: una volta esaurite le quote, le domande successive verranno scartate. Si può rimanere fuori anche perché nella propria città ci sono troppe richieste. Nei primi giorni di febbraio i 98mila e 80 posti da assegnare saranno divisi tra le oltre 100 province e si terrà conto dell’ordine d’arrivo.

È necessario un computer con una connessione veloce. E per essere tale il computer deve avere almeno una memoria Ram di 256 mb, uno spazio disponibile su disco di 100 mb, un processore da 700mhz Pentium III o equivalente. Per il sistema operativo va bene Windows, Vista ma anche il vecchio Xp, Mac os x, e anche Linux. Come browser (il programma che apre Internet) vanno bene Explorer dal 6.0 in su, Firefox da 1.5, Safari dal 2.0 m anche Chromium e Google Chrome. Quanto ai programmi sono sufficienti Adobe Acrobat reader e Java.

Attenti a digitare bene il nome. Se la domanda è respinta lo sportello unico immigrazione lo comunica al datore di lavoro che può fare ricorso al Tar. Se la pratica è accolta, lo sportello unico chiama il datore di lavoro che riceve il nulla osta. Il lavoratore è convocato dall’ambasciata italiana del suo Paese d’origine dove gli viene concesso il visto d’ingresso. Entro 8 giorni si deve presentare insieme al datore di lavoro allo sportello immigrazione per firmare il contratto e la richiesta di permesso di soggiorno. Entro i due giorni successivi il datore di lavoro deve dichiarare l’assunzione al Centro per l’impiego e pagare i contribuiti previdenziali.

Gianluigi De Vito

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