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Grande Salento/ Fitto: da Roma arriva un miliardo

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Dei circa 10 miliardi di euro che il Piano Sud da 100 miliardi prevede per la Puglia, un miliardo è destinato agli interventi previsti dal «Protocollo per lo sviluppo del Grande Salento», presentato ieri al ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, dai presidenti di Provincia di Brindisi, Lecce e Taranto, Massimo Ferrarese, Antonio Gabellone e Giovanni Florido.  Il ministro di Maglie ha apprezzato le proposte degli amministratori locali che «sono condivisibili e individuano gli obiettivi inseriti nel Piano Sud: concentrazione delle risorse su infrastrutture e punti strategici», afferma Fitto al termine dell’incontro.

Trovato l’accordo con i tre presidenti di Provincia, il confronto con la Regione Puglia proseguirà nei prossimi giorni. Un incontro tra Vendola e Fitto è previsto a Taranto, a fine febbraio. C’è, infatti, un’in – terpretazione leggermente diversa della distribuzione delle risorse tra le varie province pugliesi da parte del governo e dell’assessore regionale Minervini, che la scorsa settimana è venuto a Roma ed ha avuto rassicurazioni sullo sblocco dei Fondi Fas del Programma attuativo regionale (Par) entro metà febbraio.

«C’è una discussione in corso per via dei progetti già inseriti nel Par Puglia, ma il ministro ha detto che sull’insieme delle opere bisogna ridiscutere », spiega il presidente della Provincia di Taranto, orgoglioso di offrire l’immagine «di un Sud diverso dal pregiudizio che lo vuole arretrato: noi abbiamo progetti infrastrutturali per 700 milioni di euro, ed arriviamo ad un miliardo con gli interventi sul turismo». «Stiamo operando – osserva Ferrarese – come se fossimo un solo ente, e invece di farci concorrenza abbiamo previsto che al porto di Taranto ci siano i container e a quello di Brindisi il terminal per le grandi crociere».

Quindi la carta vincente di Ferrarese, Gabellone e Florido, oltre all’attenzione del ministro Fitto per il «suo» Salento, è l’aver lavorato in sinergia, con interventi integrati, lasciando da parte le diverse provenienze politiche: «Il potenziamento del porto di Taranto e dell’aeroporto di Brindisi, ad esempio, è legato al loro collegamento al nodo ferroviario di Lecce- Surbo», osserva Gabellone.

Le altre priorità sono la strada Bradanico- Salentina, iniziata nel 1990 e mai terminata, che collegherebbe Lecce e Taranto in 20 minuti e, arrivando fino a Matera e Candela, si raccorderebbe con le due dorsali ferroviarie Tirrenica e Adriatica. Poi ci sono le tre mediane Gallipoli-Otranto, Brindisi- Torre Lapillo e Ostuni-San Pietro in Bevagna con le loro circonvallazioni. E il servizio di navette per collegare l’aeroporto del Salento alle stazioni ferroviarie di Taranto, Lecce e Brindisi.

«Senza contare le opere che non rientrano nelle nostre competenze, come l’alta capacità Napoli-Bari che deve arrivare fino a Lecce, le risorse per l’erosione delle coste e per l’acqua e le fogne nelle località balneari», aggiunge Ferrarese. «Ora presenteremo le singole schede dei progetti e aspetteremo la ricognizione dei fondi che sta facendo il ministero», conclude Florido.

ALESSANDRA FLAVETTA


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