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Sanità in Puglia/ Oggi al via il piano di rientro

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Oggi la seduta congiunta di prima e terza commissione daranno il via libera al piano di rientro sanitario, i cui dettagli – ormai noti – saranno illustrati dagli assessori al Bilancio (Michele Pelillo) e Salute (Tommaso Fiore), protagonisti del lungo negoziato col governo che ha portato all’accordo sui tagli di 2.200 posti letto e la riconversione di 19 ospedali pugliesi. Alcune parti del piano, che governerà i conti della sanità pugliese sino alla fine del 2012, sono già entrate in vigore, come il ticket di 1 euro su ogni ricetta e il blocco del turn-over del personale sanitario. Inoltre, è già scattato il congelamento delle internalizzazioni nelle società in-house delle Asl per tre province (Bari, Lecce e Brindisi), col conseguente stop per 2.200 aspiranti in forze nelle cooperative e società di servizi esterne.

Sul piano di rientro la giunta Vendola non attende particolari sorprese in sede di voto: il Consiglio affronterà la materia giovedì e venerdì ed è probabile che anche l’opposizione di centrodestra si esprima a favore per non far saltare i conti della Regione, che attende lo sblocco di 500 milioni aggiuntivi dal riparto del Fondo sanitario nazionale. Ma in Aula potrebbero trasferirsi i mal di pancia (anche della maggioranza) per il piano di riordino, ovvero la riorganizzazione dei posti letto e degli ospedali congegnata dalla giunta e oggetto di aspro confronto con il centrosinistra, i sindaci e gli operatori sanitari.

Domani, proprio per sedare gli animi, si terrà la «cabina di regia» convocata da Fiore (probabile che ci sia anche Vendola) con i gruppi consiliari per chiarire sin dove è possibile spingersi sui ritocchi al piano, che passerà il 15 febbraio sotto la lente del governo nazionale. I saldi finali, va ripetendo l’assessore, non possono essere alterati, ma è possibile salvaguardare alcuni servizi assistenziali che non implicano l’attivazione dei posti letto (residenze per anziani, hospice, punti di day service o centri di riabilitazione) e compensare i territori dove scende la mannaia del taglio all’ospedale con servizi territoriali (case della salute, punti di primo soccorso etc.). I Democratici hanno messo nero su bianco alcune proposte emendative al piano e, dopo il muro contro muro delle scorse settimane con l’assessore, appare un primo spiraglio di possibile intesa su alcuni punti. Se l’ala «dura» del Pd rivendica l’attivazione di percorsi geriatrici (il foggiano Dino Marino) nelle zone dove più alta sarà l’incidenza dei tagli, trovando il secco «no» di Fiore, le «colombe » guidate dal capogruppo Antonio Decaro spingono per un accordo almeno su una parte dei 13 ospedali – sui 19 da tagliare – che il Pd vuole salvare (trasformandoli in strutture intermedie) e sollecitano il governo regionale a lavorare sui codici ospedalieri, lasciando lì qualche posto letto alle dipendenze della struttura più vicina.

BEPI MARTELLOTTA


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