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Vieste – C’era una volta in un giardino… (2)

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Riceviamo e pubblichiamo

 

In merito all’articolo, educato e  delicato, pubblicato questa mattina sul sito di OndaRadio, dal signor Bartolo Baldi – cioè mio fratello – sul  pino abbattuto il giorno 31 gennaio nel giardino della Parrocchia del SS. Sacramento, adiacente alla sacrestia, poiché dal – non meglio specificato – signor Attila sono stato tirato in ballo anche io, sento il dovere di intervenire. Lo farò cercando di non scendere in sterili e vuote polemiche che non sono affatto costruttive.
Innanzitutto, caro signor Attila, mio fratello non è il mio portavoce. Io infatti ho lasciato la Parrocchia senza alcun obbligo. E’ vero ho sofferto molto perché la Parrocchia del SS. Sacramento è stata la mia madre che mi ha generato alla fede e la mia “comunità” che ho amato e servito fedelmente per tantissimi anni. Ma pur tra sofferenze l’ho lasciata nella serenità e per obbedienza al volere di Dio che mi chiamava altrove. E nella nuova Parrocchia sto bene e penso che mi vogliono bene. Quindi non è nelle mie intenzioni mettere i bastoni tra le ruote al nuovo Parroco che, anche lui, ha dovuto obbedire come me ed ha sofferto come me nel lasciare la Parrocchia di Sant’Antonio a Peschici. Può far fede un’ intervista rilasciata ad OndaRadio la mattina del 25 settembre e che puoi ancora andare ad ascoltare.
In secondo luogo, caro Nino66, prima di scrivere su un sito pubblico, faresti bene a purificare il tuo linguaggio offensivo e volgare.
Inoltre, proprio come ha fatto mio fratello, che non ha avuto paura di firmarsi come autore dell’articolo, fareste bene anche voi a non nascondervi dietro nomi che non sono i vostri nomi anagrafici. Quando ci si nasconde dietro nomi indecifrabili si è sempre tentati di scrivere anche tante sciocchezze.
Infine anche il parroco precedente – cioè io – senza nulla togliere all’attuale, ha una testa che funziona molto bene. Relativamente al defunto albero di pino, quando ho visto – negli ultimi mesi del mio  parrocato – che l’albero cresceva a dismisura, mi sono più volte preoccupato di correre ai ripari perché non arrecasse danni alle strutture e – non essendo esperto in botanica – mi sono rivolto agli esperti per chiedere consigli sul da farsi ed adottare i giusti provvedimenti. La risposta avuta era a favore dell’albero perchè sopravvivesse. Infatti davano questa risposta: “La chioma di un pino più è grande ed alta, più ingrossa le radici. Basta sfoltirla e le radici non ingrosseranno più e nessun danno sarà provocato alle strutture. Inoltre si può anche intervenire sulle radici accorciandole con un taglio la dove si presume possano produrre dei danni. Non è necessario quindi tagliare l’albero”.
Se poi tali esperti – con tanto di diploma – mi hanno detto sciocchezze in merito non saprei dire.
Purtroppo, per via del mio trasferimento, non mi è stato dato il tempo necessario per intervenire come mi era stato suggerito.
Tutta la natura è dono di Dio ed Egli l’affida all’uomo perché ne abbia cura.
Pensate ad un mondo senza piante od animali. Sarebbe inabitabile! E lo stesso uomo ne soffrirebbe… fino alla morte!
Distinti saluti

Don Tonino Baldi


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