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Provincia/ Palazzo Dogana il partito del ministro è fuori dalla giunta

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Puglia prima di tutto e Pdl, un dialogo difficile che nemmeno Fitto ha compreso.  Lamentele anche del consigliere Damone al tavolo regionale.

 

Non sono proprio contenti di come il ministro Raffaele Fitto si occupa del suo partito in Puglia, che pure si chiama “La Puglia prima di tutto”. Il motivo dell’incontro a Bari l’altra sera con il conferimento regionale del Pdl partiva, per la verità, dal documento redatto dal partito in questione per chiedere maggiore coinvolgimento a livello di province. I consiglieri regionali della Pdt , o buona parte di essi, non si sentono abbastanza tutelati, e il rischio di emorragia di voti verso altri partiti è dietro l’angolo. Un rischio che corre, per esempio, Cecchino Damone. A. S. Severo conta molto il suo partito, fuori dalla giunta a guida Pdl. A palazzo Dogana, come scritto in più di un’occasione, vorrebbe vedere subentrare Rocco Ruo assessore per favorire l’ingresso del suo coordinatore cittadino Attilio Marchegiani in consiglio . Non che sia automatico il non ottenimento dell’ingresso a Palazzo Dogana e il relativo addio alla Ppdt, ma a livello regionale è emerso che questo partito del territorio, anticipazione del federalismo in altra veste, merita più attenzione. Critiche al ministro Fitto che non li difende piovono in misura meno cospicua rispetto alla polemica scoppiata in casa Udc in provincia di Foggia, ma un sempre più insistente rimprovero ai vertici, in rotta di allontanamento dai territori, è frequente. Fitto come Casini, insomma. Per quanto riguarda la Provincia di Foggia e il rimpasto, la Ppdt sta alla finestra. Cannarozzi assessore, senza voti presi sul campo, va ad intaccare pesantemente i criteri di voto in area garganica. Lo scenario che sembra profilarsi per la Puglia prima di tutto è un’uscita verso altri parti certo non verso il Pdl che ha i suoi problemi da risolvere, ma una tendenza all’esodo si intravede. Verso dove non si sa, ma facciamo il caso di Foggia. Due gruppi contrapposti del Pdl si contendono l’assessorato oltre quello di Cannarozzi. Uno spezzone di consiglio, sostenuto dal consigliere regionale Leo Di Gioia- Potenza, Masciulli, La Torre- preme per un assessore interno, un altro gruppo punta ad un esterno. In base alle caselle da far scattare, Di Gioia potrebbe rientrare nell’assise provinciale, un riabbracciarsi con Pepe sebbene le voci li diano ultimamente distanti causa assessorato al bilancio. Il commercialista non condividerebbe le mosse di Pepe. Ma molto contestato è anche lo stesso Gabriele Mazzone. Troppo frettolosa, dicono, la sua gestione del rimpasto contro la volontà del presidente di essere più cauto e di parcellizzare l’assegnazione della delega al bilancio che invece il coordinatore del Pdl consegnerebbe in blocco all’Unione di Capitanata. Continua ad essere criticato anche il doppio incarico di Stefano Pecorella, assessore all’ambiente e commissario del Parco del Gargano. Intanto la Ppdt cerca interlocuzione con i tavoli regionali del Pdl ricordando che sono al 7% (scorse elezioni), ma Fitto sembra per ora distante da queste faccende.

Paola Lucino
Quotidiano di Foggia


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