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Turismo/ Il Matrimonio Daunia&Gargano non emoziona gli operatori viestani (2)

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L’assessore al Turismo, Nicola Rosiello: “Se rappresenta il cammino verso un nuovo brand o altre alchimie non credo vedrà il favore di molti sembra più un’iniziativa folcloristica positiva ma le risorse?” Il matrimonio che si celebra a Vico il prossimo 14 febbraio tra Gragano&Daunia ha suscitato qualche sospetto e sollevato polemiche riflessioni nella capitale del turismo garganico. A Vieste l’assessore al Turismo Nicola Rosiello, uno dei maggiori imprenditori del Gargano, interpreta l’operazione firmata Ceschin come il tentativo di introdurre un nuovo brand nel sistema turistico pugliese, col matrimonio tra “un adulto di  4Oanni e una neonata”.

Pare che a Vieste non ci sia favorevole accoglienza verso l’iniziativa del “matrimonio dell’anno”. Qual’è la posizione dell’amministrazione comunale?

Non conosco bene le caratteristiche dell’iniziativa folcloristica di cui ho appreso notizia dai media, nemmeno mi è giunta notizia dell’incontro a Palazzo Dogana a cui non ho partecipato. Il sindaco me ne avrebbe parlato se ci fossero stati avvisi particolari,ma al di là dell’invito, non si racchiude certo in un incontro un cammino che credo vada fatto insieme, soprattutto quando si parla di turismo, mentre già si è detto tutto senza coinvolgere a partire dalle ideee nella fase di studio enti che già da quarant’anni operano nella promozione turistica. Manca questo spirito di coinvolgimento nell’approccio al lavoro, ma ci siamo abituati. Bisogna capire se per il futuro si cambia rotta.

E rispetto al manifesto in sé e ai punti paradigmatici che gli amministratori foggiani si apprestano a sottoscrivere?

Vedo di buon occhio i principi da condividere e l’idea di una brochure è sicuramente un prodotto promozionale di livello. Ma nel 2011 il mondo corre e il problema delle infrastrutture per il Gargano che conta 80 mila posti letto è una riflessione tecnica che va fatta. Bisogna anche pensare alle risorse che occorro per investire in una realtà nascente rispetto ad una già consolidata, anche se parzialmente sfruttata. Si deve analizzare con serietà il problema del turismo della nostra provincia. Se questa è solo un’iniziativa pubblicitaria, un evento folcloristico per dire “vogliamoci bene” e che il turismo balneare può vendere l’entroterra attraverso la rete tra costa e intemo, è stato già fatto ed è sacrosanto e l’iniziativa è positiva. Ma se rappresenta il cammino verso un nuovo brand o altre alchimie non credo vedrà il favore di molti.

Crede sia un’operazione finalizzata a qualcos’altro? Che percezione ne hanno gli operatori turistici di Vieste?

A livello di principio il sentimento diffuso è il tentativo di voler ridimensionare volontariamente o involontariamente, questo non so dirlo, il brand Gargano. Invece di ristrutturare un treno in corsa da quarant’anni e renderlo più lungo, si cerca quasi di oscurarlo. Dopo questo matrimonio la sensazione è che nascerà un nuovo brand. Magari lo chiameranno Gardaunia. Non condivido il progetto se il presupposto è di lavorare in questa direzione. Il Gargano è un brand che sta sul mercato nazionale da quarant’anni. E il più conosciuto dei territori della provincia e più antico rispetto al fenomeno recente del Salento che ha costruito la sua immagine promozionale riunendo tre province. In una stessa provincia noi non siamo capaci di riconoscerci in maniera intelligente intorno a un marchio arcinoto, facendo in modo che anche i comuni dell’entroterra rientrino nel prodotto turistico da vendersi nel Gargano. ti come se il Gargano facciapaura a qualcuno.

Perché il modello Grande Salento non vale per la provincia di Foggia?

Siamo troppo litigiosi e campanilisti.

Roberta Fiorenti
L’Attacco


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