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Anniversari/ Il preside Pasquale Soccio e la sua eredità culturale a 10 anni dalla scomparsa

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Una delle personalità culturali più importanti della provincia di Foggia. Le iniziative della Fondazione a lui intitolata.

 

Il senso di vuoto che ha lasciato con la sua scomparsa enorme. Dieci anni fa moriva a San Marco
in Lamis, suo paese natale, il professor Pasquale Soccio. Aveva 94 anni. Figura poliedrica della cultura di Capitanata, per molti è stato «il preside», per tanti altri l’educatore, lo scrittore, lo studioso. Una personalità di grande spessore, capace di «attrarre» anche negli ultimi anni della sua straordinaria vita nel «pensatoio» di Foggia, la sua bellissima casa di via della Repubblica, un monumento alla cultura. A dieci anni dalla sua scomparsa la Fondazione «Pasquale e Angelo Soccio», presieduta dal professor Raffaele Cera, ha messo a punto un programma ricco di iniziative, che vanno dal ricordo dello scrittore a quello dell’educatore. Proprio ai giovanissimi è dedicata una delle prime iniziative dell’anno celebrativo: la pubblicazione di «Gargano segreto». «La ristampa di questo volume è doverosa, perché le richieste sono tante. Ma noi pensiamo anche ad una edizione scolastica che potrà essere adottata nelle scuole secondarie superiori della provincia di Foggia con l’aggiunta di schede-guida. Gargano segreto è un testo che ha pure spunti didattici di grande importanza e pensiamo che le nuove generazioni con quel volume saranno in grado di capire meglio il Gargano negli aspetti evidenziati da Soccio», spiega Cera. I dieci anni della morte del «preside» coincidono anche con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e l’occasione è quanto mai propizia per far conoscere al grande pubblico anche «Unità e brigantaggio», uno straordinario volume di Soccio che – evidenzia Cera – «contribuisce a comprendere il fenomeno del brigantaggio nell’area garganica». Il programma delle celebrazioni prevede anche un convegno scientifico, una due giorni tra San Marco in Lamis e Foggia, per tracciare il profilo di questo grande interprete della cultura. –
«Pensiamo che sia necessario procedere ad una puntualizzazione del suo pensiero, da quello filosofico a quello pedagogico e storico. Insomma, cercare di capire qual è l’eredità culturale lasciata da Soccio ed intendiamo fare questo con l’Università di Foggia», afferma ancora il presidente della Fondazione. Un programma che sarà inoltre arricchito da una mostra fotografico documentaria sui rapporti di Soccio con le figure di spicco della cultura e della politica, da tre giornate “nazionali” dedicate a Soccio a Milano, Roma e Firenze e con la piantumazione di alcuni cipressi a bosco Rosso, il bosco di proprietà dei Soccio, dove il professore si rifugiava per le meditazioni letterarie.

Filippo Santigliano 


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